Continua la corsa al secondo posto per il Napoli che si sbarazza al San Paolo della pratica Udinese non senza soffrire per larghi tratti della gara la freschezza dell’avversario che non si è mai arreso alla sconfitta. Tutto merito di Stramaccioni che ha messo su un gruppo che anche davanti ad avversari di blasone non abbassa mai la testa. Pomeriggio quasi perfetto quindi: solo la vittoria della Roma a Cagliari spegne qualche entusiasmo visto che rimangono invariate le distanze, sempre 4 le lunghezze da recuperare per mettere la freccia. Ancora lunga la stagione e tutto possibile in 16 gare da giocare. Intanto gli azzurri continuano a schiacciare forte il piede sull’acceleratore arrivando alla quarta vittoria consecutiva, adesso l’avversario da affrontare nella prossima gara è quel Palermo che soprattutto in casa è molto temibile. Ma se questo Napoli (oggi orfano di Koulibaly) riuscisse ad eliminare certe amnesie sarebbero davvero dolori per tutti. La striscia positiva deve essere migliorata a suon di vittorie per continuare a mantenere viva la speranza di secondo posto. Battere le piccole per arrivare allo scontro diretto con la possibilità di eliminare il gap accumulato nella prima fase della stagione l’obiettivo azzurro. Oggi il Napoli ha giocato praticamente alla grande per quasi mezz’ora, poi ha pensato solo ad amministrare (abbastanza male in certi frangenti) il risultato rischiando anche di vanificare tutto quello che di buono aveva costruito in avvio. Poco male, risultato pieno raggiunto e appuntamento a sabato sera in quel di Palermo. La gara. Il Napoli e la sindrome del 2-0, un film già visto e riproposto troppo spesso soprattutto al San Paolo. Stavolta, però, il risultato ci dice bene anche grazie ad un autogol ma ci accontentiamo anche di questo ogni tanto. Agli azzurri in alcune gare sembra quasi che il doppio vantaggio iniziale vada di traverso, la squadra cala di concentrazione e si concede all’avversario. Primi 45’ dal doppio volto: il Napoli prima domina, segna due reti e poi soffre. La sblocca subito Mertens (8’), raddoppia Gabbiadini (21’): avvio davvero scoppiettante con azioni spettacolo degli azzurri che schiacciano l’Udinese e sembrano annichilirla con un uno-due che lasciava intravedere una gara tuta in discesa. Poi il solito black out che si concretizza nella frittata della premiata ditta Britos-Rafael che danno la possibilità a Thereau (alla mezz’ora) di riaprire il match. Da quel momento il Napoli indietreggia e cade nel panico più totale, l’Udinese si getta a capofitto in avanti alla ricerca del pareggio, che per poco non trova. Nella ripresa il Napoli non si scuote, rimane ancora contratto e Benitez manda in campo Callejon al posto di Gabbiadini. L’autogol di Thereau rimette le cose a posto per gli azzurri che – nuovamente sul doppio vantaggio – ritrovano dinamismo e voglia di giocarla all’attacco. Nel finale accade poco (De Guzman entrato al posto di Mertens se ne divora altri due di gol anche se nel primo caso sul tiro a giro dal limite è bravo Karnezis), il Napoli l’amministra senza troppi patemi e porta a casa un risultato importantissimo che permette di continuare a sperare nella rimonta alla seconda posizione.
dal San Paolo Vincenzo Rea
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