Giulietta stavolta sorride, eccome, vendicando in modo netto la sestina incassata all’andata al San Paolo. Anche se non pienamente nel risultato, almeno nel gioco non c’è stata storia, il Verona sembrava il Napoli e gli azzurri i lontani parenti di quella quadra feroce e affamata di vittorie che conosciamo. E così ride Giulietta, risulta troppo indigesto per il Napoli il confronto con Mandorlini e alla fine si ritorna dalla scampagnata in Veneto con la coda tra le gambe. Altro che voce grossa in casa altrui! Dopo una gara del genere ci sarebbe davvero poco da scrivere e commentare, la trasferta forse più sentita tra i tifosi partenopei diventa da film horror con le due sberle del sempreverde Luca Toni che ci mandano al tappeto in un match a senso unico che il Verona domina dall’inizio alla fine. Nulla da dire, purtroppo i gialloblù sono stati superiori, hanno corso e lottato senza lesinare forze e hanno meritato ampiamente di vincerla senza mai rischiare tra l’altro di non portare a casa la posta piena al cospetto di un inconsistente compagine azzurra. Nemmeno la presenza di De Laurentiis in trubuna ha scosso Hamsik e soci, troppo brutto questo Napoli per essere quello vero, quello che giovedì sera ha tramortito la Dinamo o quello che per 70′ contro l’Inter ha giocato il calcio migliore della stagione. Se tre giorni fa ci siamo stropicciati gli occhi davanti a giocate e reti sublimi stasera la desolazione ha preso il sopravvento. Proviamo a commentarla e a fare alcune considerazioni: per lunghi tratti della partita gli azzurri sono stati persino irritanti, da schiaffi! Impossibili da sopportare certe figuracce e metamorfosi da una gara all’altra, inaccettabili i comportamenti in campo di una squadra che vuole (purtroppo solo a chiacchiere sin quì) ambire a rincorrere la seconda posizione in campionato. Da non credere quanto visto stasera in campo a Verona contro i giovanotti di Mandorlini che hanno letteralmente mangiato ogni filo d’erba del Bentegodi facendo un sol boccone anche degli inconsistenti partenopei: i ragazzi di Benitez stanno giocando veramente con il fuoco in campionato perchè non si possono più tollerare prestazioni da incubo, soprattutto in questo periodo della stagione dove le avversarie corrono parecchio (la Lazio gioca domani a Torino e potrebbe rimanere sola davanti). Di questo passo potrebbe complicarsi anche la strada per la conquista della terza posizione. Questi fantasmi azzurri anche nella fatal Verona, una sconfitta umiliante (come quelle contro Palermo, Milan o Torino giusto per fare qualche esempio) che brucia tanto e arrivata attraverso il non gioco e che soprattutto mostra poca voglia di lottare in mezzo al campo. E non si cerchino scuse sull’irregolarità del primo gol di Toni o per l’arbitraggio scandaloso (si è visto un Banti ridicolo che non ha annullato il vantaggio gialloblù e che ha fischiato a senso unico) perchè nonostante i torti subiti il Napoli non ha reagito mai, si è fatto chiudere nell’angolo dall’avversario e ha incassato frustate violente a ripetizione, ed’è solo un dettaglio se il primo tempo è finito con il minimo svantaggio. In 45′ ci ha provato solo Duvàn a dare la scossa e per poco non ha trovato l’1-1. Ma si è trattato solo di un episodio illusorio perchè nella ripresa – dopo un buon avvio fatto di sterile possesso palla a ridosso della sedici metri veronese – è arrivata la ripartenza finalizzata ancora da Toni che ha chiuso di fatto il match. Benitez a quel punto, con la frittata ormai fatta, ha mandato in campo i ‘pezzi da novanta’: Higuain, Callejon e Gabbiadini non sono riusciti però a invertire la tendenza e gara che è rimasta brutta e scarabocchiata senza convinzione fino al termine dalle sagome in bianco. Gabbiadini come sempre non si è arreso e ha colpito il palo con una fucilata dalla distanza, Higuain ha provato ad illuminare ma ha predicato nel deserto. Il pazzo Napoli è caduto così nei suoi cronici errori, la squadra di Benitez si è nuovamente adagiata, non ha mostrato gli attributi ed ha accettato la sconfitta senza drammi palesando solo nervosismo e poca lucidità. Benitez probabilmente ci ha messo anche del suo schierando parecchie seconde linee dal primo minuto, ma onestamente sarebbe adesso riduttivo addossare tutte le colpe al tecnico, si deve dire piuttosto che anche la teoria degli ‘anti rafaeliti’ risulta inconsistente e non regge perchè il disastro – come spesso accade da inizio stagione – è collettivo e non figlio di errori dei singoli. Anche con l’Hellas il Napoli ha dato la sensazione di non giocarla o addirittura di non volerla giocare, come se si stesse con la testa già a Mosca, come se questo campionato non interessi più di tanto e con la concentrazione da riservare solo per le coppe. Certo, sarebbe importante alzare al cielo altri trofei che possono anche salvare la stagione ma che non offrono la garanzia piena di arrivare in Champions. Perchè quello deve rimanere l’obiettivo principale del Napoli per evitare esodi di massa a fine stagione dei big in squadra. Nelle prossime gare ci si giocherà tanto, sia per quanto riguarda il torneo di serie A che per quel che concerne le altre competizioni. Le partite diventano sempre più pesanti e decisive e i passi falsi non più facilmente recuperabili: gli azzurri sono chiamati ad una immediata inversione di tendenza, ma non più solo a chiacchiere! Che si cresca di mentalità e in fretta: tutte le gare vanno sempre onorate al di la della competizione!
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