Mal di trasferta: adesso la situazione si fa delicata. Il Napoli perde la terza partita di fila fuori casa ed ora, più che mai, il terzo posto in graduatoria scricchiola davvero; la disfatta contro il Verona dell’evergreen Luca Toni (mattatore del match con la sua doppietta) mette a serio rischio l’accesso – seppur ai preliminari – alla prossima Champions League. I ko inferti da Palermo e Torino sono stati il campanello d’allarme, la terza sconfitta – in Veneto – ha evidenziato in maniera esponenziale i grossi limiti di un team che sembra aver smarrito la retta via. In terra scaligera, nonostante un possesso palla schiacciante e un tasso tecnico superiore ai veronesi, gli azzurri buttano al vento un’occasione importante: quella di blindare la terza posizione, dando vita ad una flessione a dir poco preoccupante. La lanciatissima Lazio potrebbe infatti (con tre punti a Torino) superare la compagine partenopea, che da troppo ormai vive un periodo di (pochi) alti e (troppi) bassi; l’atteggiamento rinunciatario per gran parte del match e gli errori dei singoli permettono al FatalVerona di vincere una partita storicamente e profondamente sentita dai tifosi azzurri. Ci si aspettava una gara con spirito battagliero, affrontata con la giusta cattiveria agonistica; il Napoli invece è protagonista di una scialba figura e di una condotta scarica, che sicuramente paga gli impegni ravvicinati, ma a questo punto della stagione non si possono ammettere più cali di tensione.
2-0 il finale, Toni sugli scudi; del Napoli solo qualche barlume di gioco, si salvano Inler e Mertens, e il palo di Gabbiadini nel finale avrebbe reso la sconfitta meno amara, ma tant’è. Il turnover disposto è ampio e non all’altezza dei titolari, gli infortuni un alibi troppo sfruttato ultimamente; l’Hellas ha messo sotto torchio per gran parte della partita il Napoli, in ripartenza ha sfruttato le due occasioni migliori con il suo finalizzatore esperto, quel “vecchietto” che ha ancora tanta voglia di esultare con la mano attorno all’orecchio come per dire:”Non so se hai capito bene cosa ho fatto…”, quasi uno sberleffo a quel De Laurentiis che, tempo fa, lo definì troppo anziano per il progetto azzurro. Quel vecchietto che, ora più che mai, rischia di far saltare i nervi in un momento topico della stagione. L’avventura continua, ma ora basta dormire!