Il 17 marzo del 1861 il Regno di Sardegna – sotto la guida dei Savoia – assunse per la prima volta il nome di Regno d’Italia a seguito di quel processo di unificazione territoriale che si sarebbe poi concluso con la completa annessione di tutte le terre ‘nazionali’ alla corona piemontese. Una data storica e da ricordare per tanti, non per noi: senza volerci addentrare nei particolari storici, noi non ci uniamo a questi festeggiamenti che celano semplicemente ipocrisia e violenze nei confronti di migliaia di cittadini del Mezzogiorno d’Italia. Da quella data è nata la vergognosa frattura, mai ricomposta, tra Nord e Sud del Paese, si è montato ad arte quel fardello per le popolazioni che vanno da Napoli alla Sicilia, la terra di conquista dei piemontesi che hanno prima devastato con gli anfibi dei loro ignobili soldati e poi abbandonato con l’immobilismo della politica il ‘granaio d’Italia’. La ‘Questione Meridionale’ mai veramente è stata risolta, la Repubblica del dopoguerra ha voluto poi rimarcare solo il primato del ricco ed opulento Nord da mantenere e ostentare all’estero come fiore all’occhiello di una onorata società del Belpaese. Da quel maledetto 17 marzo i cittadini meridionali si sono illusi, poi rassegnati nel rimanere ai margini della nazione con la violenza della criminalità che si è sostituita allo Stato con la stessa ferocia. E’ nato così anche il ‘mito’ dei Terroni che emigrano al Nord o all’estero con le valigie di cartone per non restare nell’indifferenza e negli stenti e a cercare nuova vita. Chi è rimasto, chi non ha perso la speranza di lottare, ha continuato a credere con tutte le sue forze che qualcosa di buono in questo Sud si potesse costruire. Qualcuno ci è riuscito, qualcun altro no, pagando sulla pelle l’illusione di sconfiggere il male. A distanza di di oltre centocinquanta anni poco è cambiato, la frattura è sempre esistente anche se alcune verità nascoste stanno finalmente venendo a galla sulla storia del ‘Risorgimento Italiano’. Come allora anche oggi la politica, quella locale ma soprattutto quella di Roma, continua a ‘dire no’ alle richieste della gente del Sud costretta spesso a vivere delle realtà che rasentano la soglia dell’indifferenza e dell’emarginazione. Degrado e desolazione per mesi, richieste negate perchè non ci sono soldi o fondi da investire. Poi invece ci si accorge – solo per fare qualche esempio, quello fresco di oggi – che a Napoli la Regione Campania come per magia estrae dal cilindro 200 mila euro per la visita del Papa in città. Interi quartieri lasciati per anni a marcire nell’incuria vengono puliti e messi a punto in poche ore. Il potere della misericordia è infinito, la pazienza dei cittadini sembra al capolinea! Meditate gente, meditate, la ‘Questione Meridionale’ non è mai finita anche per la mediocrità e l’incompetenza dei nostri politici che non hanno mai difeso il territorio amministrato!
Foto: rete internet
{loadposition addthis}