Nella storia: dopo 26 anni il Napoli approda nuovamente ai quarti di finale di una competizione continentale emulando l’impresa che era riuscita solo alla leggendaria squadra che fu di Maradona, e che proprio in quella circostanza alzò al cielo (1989, nell’indimenticabile notte di Stoccarda) quella che fu la Coppa Uefa, oggi Europa League, e attualmente unico successo estero in bacheca del club azzurro. Poco importa che la qualificazione stasera sia arrivata con una gara non bellissima, in effetti la squadra di Benitez ha gestito (abbastanza male in certi frangenti) il 3-1 dell’andata al cospetto di un avversario non certo irresistibile ma che ci ha provato trovandosi di fronte una difesa abbastanza attenta nonostante l’assenza di Koulibaly. Troppo importante il passaggio di turno, ‘meglio non rischiare’ avrà pensato ad un certo punto Benitez, soprattutto quando si è avuta la consapevolezza che il pass per la gloria si doveva conquistare in terra storicamente ostica per i colori azzurri: a Mosca il Napoli continua a non riuscire e segnare, ma almeno stavolta l’epilogo è stato tutto partenopeo. Nella prima frazione di gioco il Napoli qualcosina l’ha fatta vedere e – confermando la tendenza delle ultime gare – ha sprecato tantissimo in avanti senza però commettere troppi errori dietro. La squadra sembra in leggera ripresa e ha colpito addirittura due legni, uno con Callejon e uno con una bordata dal limite di Mertens che ha accarezzato l’incrocio. In mezzo un match accorto e senza sbavature condito da almeno altre tre nitide palle gol sprecate da Higuain e ancora Callejon. Sottotono Pipita, nervoso e arruffone, non da lui certi errori. Callejon invece, purtroppo, continua a non vedere la porta nonostante capitino sui suoi piedi occasioni d’oro. La Dinamo in alcuni momenti della gara ha addirittura preso in mano il pallino del gioco e il Napoli ha arretrato pericolosamente il raggio d’azione, ma gli avversari – nonostante lo sterile forcing – non hanno mai impensierito più di tanto la porta di Handujar che anche stasera è rimasta inviolata. Un brodino di coppa che stavolta ha un sapore particolare, un pari che spalanca al Napoli le porte della gloria e che fa sognare i tifosi in una competizione in passato snobbata ma da quest’anno fortemente voluta. Chiedevamo la svolta dopo la brutta sconfitta di domenica a Verona, non è arrivata la vittoria ma l’importante qualificazione che potrebbe adesso rappresentare davvero il viatico per questa squadra in lotta su tre fronti e che aveva bisogno solo di un iniezione di fiducia dopo le ultime uscite infelici in campionato. Domani occhio al sorteggio, poi la testa all’Atalanta: nessun obiettivo deve essere tralasciato! Il Napoli da Mosca lancia un segnale alle avversarie, in Italia e in Europa!
Foto: rete internet
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