Ennesimo scempio al San Paolo: la Champions si allontana…

Il Napoli riesce a far arrabbiare per davvero tutti dopo lo scandaloso pareggio con l’Atalanta: squadra irritante, irriconoscibile, inguardabile. A tratti a dir poco vergognosa. Da pazzi! Non ci sono più aggettivi in negativo per descrivere l’involuzione tecnico – tattica di una squadra svogliata e senza stimoli che si arrende ad avversari inconsistenti, un gruppo senza attributi che riesce a perdere punti anche contro una men che mediocre Atalanta ridotta in dieci uomini nella ripresa. L’1-1 finale è l’ennesimo passo falso imperdonabile nonostante un Calvarese veramente ridicolo e scarso che ha sbagliato davvero tutto. Irregolare il gol concesso all’Atalanta (fallo netto di Pinilla su Henrique), poi decisioni a senso unico che hanno danneggiato ancora di più una squadra già in evidente difficoltà. Non ci sono scuse per il Napoli che ha giocato davvero male, primo tempo inguardabile e ripresa mediocre, poi lo show del direttore di gara che ha concluso la frittata. Rincorsa alla Champions che si complica di brutto, si chiedeva alla vigilia l’inversione di tendenza dopo gli schiaffi di Verona, arriva invece l’ennesimo pareggio inutile che non offre spiragli positivi. Il Napoli continua a perdere punti, occasioni e terreno dal gruppo di vertice, la squadra appare spenta, piatta. E così va a finire che il solito Reja fa la sua bella figura: tutti dietro gli orobici a difesa del pareggio e palla in avanti solo per alleggerire la difesa, il Napoli cade nella ragnatela nerazzurra e offre una delle peggiori prestazioni stagionali in campionato. Si gioca in un atmosfera surreale nel ricordo della tragica scomparsa di Pasquale D’Angelo, lo storico capo tifoso della curva B che giovedì sera a Mosca si è spento al seguito della squadra. San Paolo insolito, triste, senza le curve a sostenere la squadra in silenzio in segno di lutto: “Fino all’ultimo fiato, al di la del risultato, la curva A piange Pasquale D’Angelo” e “Figura storica della gradinata, persona perbene schietta e stimata, una vita da ultras accanto alla maglia amata, la tua storia sarà sempre onorata, Pasquale D’Angelo vivrà sempre con la sua Curva B” i messaggi dagli spalti. Ma anche un saluto dai distinti: “Ciao Pasquale, il tuo cuore azzurro non smetterà mai di battere”. La partita: il Napoli parte a testa bassa attaccando però in modo confuso ma gol in avvio che non arriva e notizie dall’Olimpico che non sono affatto confortanti con la Lazio subito in vantaggio sul Verona con il solito Anderson. Per 45’ la gara rimane in verità bruttina con Higuain e soci che non riescono a sfondare e allo scadere il gol di De Rossi a Cesena e il raddoppio di Candreva fanno piombare il popolo tifoso nello sconforto. All’intervallo Roma e Lazio scappano rispettivamente a +6 e +5, e zona Champions che si allontana pericolosamente. Nella ripresa il Napoli ci prova con maggiore intensità ma il risultato rimane di 0-0 e la Fiorentina ribalta ad Udine e Napoli che al 53’ scivola al quinto posto. Il pubblico sugli spalti si spazientisce, Calvarese prova a dare una mano agli azzurri ed espelle Gomez per doppia ammonizione. Gabbiadini e Higuain non si arrendono, dal limite la piazza De Guzman: palo esterno. Al 65’ Benitez manda in campo Mertens per Callejon, poi Hamsik per Gabbiadini a 20’ dalla fine. Forcing Napoli? Niente affatto, Henrique sbaglia un appoggio ad Handujar e regala il vantaggio al neo entrato Pinilla che ringrazia. Azione viziata da un netto fallo sul difensore brasiliano, Calvarese convalida il gol nello stupore generale. Il San Paolo sommerge di fischi la formazione di Benitez che va in confusione, li in mezzo si rimpiange persino uno come Gargano, mancano idee e costrutto, insomma nei frangenti finali sembra di vedere una squadra senza spina dorsale. Allo scadere la pareggia Duvàn entrato nel finale, poi il solito e sterile forcing del Napoli tentato ma interrotto da uno scandaloso Calvarese che permette di tutto ai giocatori dell’Atalanta. Fischi e cartellini distribuiti a casaccio, la giacchetta nera ne combina una dietro l’altra come in un film comico ma a ridere sono solo Reja e i suoi ragazzi. Finisce 1-1, con tanti rimpianti ed ennesimo fallimento di una stagione che sta prendendo adesso davvero una brutta piaga. Alla fine pareggia anche la Fiorentina, ma vince la Samp di Mihajlovic: il Napoli rimane quinto, a sei lunghezze dalla Roma e 5 dalla Lazio. La matematica non ci condanna ancora, ma la realtà dice che adesso un solco importante ci allontana dall’Europa che conta!

dal San Paolo Vincenzo Rea

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