Valeria Ciarambino a WN24: “Impegni concreti per il rilancio della Campania”

Pomigliano D’Arco. La campagna elettorale per le amministrative in Campania ha ormai scaldato i motori da tempo, si entra nel vivo della competizione che porterà al rinnovo del Consiglio regionale a giugno prossimo. In esclusiva per WN24 siamo andati ad ascoltare Valeria Ciarambino, candidata del Movimento Cinque Stelle alle regionali: “Siamo a lavoro per ridare speranza ai campani in una regione devastata da una incompetente classe politica” dichiara la rappresentante del M5S.

Un passo indietro Valeria: a che età ti sei avvicinata alla politica e al Movimento Cinque Stelle?

“Per me parlare di politica significa parlare di qualcosa che attiene al bene comune. Se questa è politica posso dire che io lo faccio da tempo, da giovane sono stata rappresentante di studenti al Liceo, poi ho fatto un lunghissimo percorso di volontariato. Quindi il M5S rappresenta l’approdo finale dopo questo percorso, un approdo caratterizzato dalla continuità. Se parliamo di politica come attivismo civico come lo intende il Movimento sono cinque anni che io ne faccio parte. Abbiamo iniziato prima con un movimento civico, poi sono approdata in questa realtà perché cercavo delle persone che come me avessero voglia di  rimboccarsi le maniche dandosi da fare in maniera gratuita per la propria terra”.

Le sensazioni di Valeria Ciarambino in questa tornata elettorale…

“Le sensazioni sono molto buone, sto incontrando tantissime persone e la percezione è che ci sia una grande sfiducia in quello che la politica ha fatto fino ad ora e la voglia di cambiare. C’è la volontà finalmente di ritrovare un futuro e una nuova prospettiva per questa regione e di credere in persone nuove, che non sono più quelle che l’hanno portata allo sfacelo. Quindi posso dire che ho una sensazione buona per il Movimento Cinque Stelle”.

In questi primi mesi di campagna elettorale è sembrato di assistere ad una ‘lotta’ senza esclusione di colpi bassi. Chi sono i tuoi avversari?

“Da un lato c’è Caldoro che temporeggia e non scioglie del tutto le riserve – con un piede dentro e uno fuori – e subordina la sua disponibilità piena al gioco delle alleanze e per questo mi sento di criticare questo atteggiamento che trovo strumentale. Noi siamo venuti subito fuori nella maniera più trasparente possibile rendendo noti i nomi da un mese sia per quel che riguarda i nomi dei candidati che quelli del presidente. Con il solito nostro strumento della partecipazione alla scelta dei cittadini. Cosa che non fanno gli altri che cercano i soliti giochi di potere, di capire con chi stare per poter ottenere il maggior consenso possibile. Come se stare con l’uno o con l’altro non sia una questione di condivisione di ideali o di progetti ma semplicemente una questione di voti che si portano alla lista o poltrone da spartirsi”.

A sinistra invece?

“Per quanto riguarda il centrosinistra abbiamo un condannato in primo grado, ineleggibile per la legge Severino, non incandidabile ma ineleggibile e che quindi decade un secondo dopo la sua eventuale vittoria elettorale. In questo caso trovo che ci sia un atteggiamento scellerato da parte di chi si propone alla candidatura: una scelta del genere calpesta l’istituzione che si propone di rappresentare, calpesta il diritto dei cittadini della Campania di avere certezze, di avere finalmente in regione come rappresentanti delle persone che abbiano la serenità per occuparsi esclusivamente del bene comune”.

Ma dal governo non si sono espressi nonostante questa situazione possa generare imbarazzo…

“Questo denota un atteggiamento doppiamente scellerato da parte di Renzi sia come Presidente del Consiglio che dovrebbe assolutamente intervenire ed esprimersi su questa vicenda visto che la legge Severino l’hanno voluta e votata loro, sia come Presidente del Pd che non prende posizione. Io ho la sensazione che lui addirittura si vergogni di De Luca e che la situazione gli sia sfuggita di mano. Però è il momento di prendere delle decisioni nette”.

La legge Severino secondo te si deve modificare o va bene così com’è?

“Io trovo che in un Paese che si ritrova ai primi posti per corruzione in Europa secondo il rapporto dell’Ocse, con indagati e condannati che siedono in Parlamento – con parlamentari appartenenti trasversalmente a tutti gli schieramenti politici – sia ridicolo preoccuparsi di dover cambiare la Legge Severino che rimane l’unico baluardo minimo che questi personaggi sono riusciti a concepire nei riguardi della corruzione all’interno delle Istituzioni. Mi sembra che le priorità siano ben altre, come per esempio una legge sulla corruzione seria”.

Ufficializzate le date della tornata elettorale: 31 maggio. Il 14 giugno gli eventuali ballottaggi. Quali saranno i punti principali del programma di Valeria Ciarambino?

“Innanzitutto dovranno essere garantiti i servizi pubblici essenziali, quindi sanità e trasporto, ma sarà fondamentale anche avere una visione di sviluppo per questa terra che fino ad ora ha vissuto solo di emergenze. È stato commissariato tutto: dall’ambiente alla sanità. Commissariato il porto di Napoli, commissariata Bagnoli. Si gestisce l’emergenza ma nessuno pensa di fare qualcosa di concreto, nessuno ha una visione di sviluppo per questa terra. Noi ce l’abbiamo. Per quanto riguarda la sanità sappiamo che oramai non è più garantito il diritto alla salute. Proprio qualche giorno fa il caso della morte di una donna che non è stata soccorsa perché non vi erano posti nemmeno nelle barelle nei corridoi: questo per me è terzo mondo. Scellerato quindi l’atteggiamento di Caldoro che ha il coraggio di farsi campagna elettorale oggi sui servizi sanitari che vuole reintegrare, sugli ospedali che dice di voler riaprire. Lo andasse a raccontare ai familiari di quelli che sono morti, il perché di queste chiusure prima e aperture adesso soltanto per tagli lineari senza nessuna razionalizzazione. Noi vogliamo restituire ai cittadini il diritto alla salute: viviamo un paradosso in Campania dove viviamo in una Regione con le tasse regionali tra le più alte d’Italia, con ticket sanitario altissimo e non abbiamo servizi”.

Ereditata probabilmente una situazione disastrosa dal passato?

“Caldoro si è ritrovato con una sanità con buchi lineari a causa di una gestione scellerata della politica che ha fatto pagare il prezzo del risanamento ai cittadini campani tagliando il servizio e aumentando i costi. Noi vogliamo esattamente l’inverso: tagliamo i costi della politica, dimezziamo gli stipendi di consiglieri e Giunta, tagliamo tutti gli sprechi che ci sono in Regione e Giunta. Si parte dal taglio dei vitalizi arrivando alla messa a rendita dei terreni regionali, al taglio degli affitti d’oro e al taglio delle consulenze d’oro in regione. In questo modo si risparmiano 40 milioni di euro all’anno e si  recuperano fondi che possono essere reinvestiti per abolire il ticket sanitario. Si arriva così a razionalizzare la rete dell’emergenza, che vuol dire integrazione di ospedali con i territori, inserimento nel 118 di figure necessarie perché spesso mancando le professionalità il sistema fa arrivare tutti i pazienti nel pronto soccorso che diventa sovraffollato”.

Il sovraffollamento dei pronto soccorso un punto estremamente dolente…

“Assolutamente, ma anche in questo caso esiste la soluzione: le cause sono le lunghe liste d’attesa o i costi alti dei ticket che portano i pazienti a scegliere la ‘scappatoia’ del pronto soccorso. Le persone che non possono aspettare mesi vanno fuori regione creando la cosiddetta ‘migrazione sanitaria’. La Campania ha la maglia nera su questo aspetto. Solo lo scorso anno la migrazione è costata 270 milioni di euro. Noi abbiamo in mente quanto meno di dimezzare le liste di attesa. Si tratta di un provvedimento così tanto semplice che sembra addirittura banale e già adottato in altre regioni: si fanno lavorare dei grossi strumenti diagnostici delle Asl e degli ambulatori degli ospedali per più ore al giorno fino a 12 ore al giorno e se necessario anche il sabato e la domenica. In questo modo si riesce ad abbattere le liste di attesa arrivando alla normalizzazione della situazione nei pronto soccorso degli ospedali”.

Nemmeno il settore trasporti se la passa benissimo…

“No. Nel settore trasporti siamo al paradosso che le università hanno dovuto spostare gli orari di ingresso perché non è più garantito il servizio. Gli studenti non arrivano in tempo per le lezioni, la società civile che si piega al disservizio. Noi assolutamente non ci stiamo, perché – è la stessa logica che si adopera a livello nazionale – questi volendo privatizzare tutto sfasciano i servizi per giustificare la privatizzazione. Noi invece siamo assolutamente contrari a questa logica puntiamo sui servizi pubblici, quindi per i trasporti faremo investimenti nel trasporto pubblico locale, acquistando nuovi tremi. Abbiamo il parco treni più obsoleto d’Europa. Autobus: riconvertiamo il parco autobus in autobus elettrici per gli spostamenti urbani e a metano per quelli più lunghi utilizzando fondi europei. In questo modi si possono aumentare la frequenza delle corse, garantire il servizio, anche nelle aree interne dove si può sviluppare il servizio a chiamata previsto dalla legge. Ma ancora: l’abolizione del costo del trasporto per gli studenti. Trasporto pubblico gratuito per gli studenti perché crediamo al diritto allo studio, che deve essere reso massimamente accessibile,  e in una regione dove il 23% delle famiglie è sotto la soglia di povertà poter sgravare le famiglie del costo dei trasporti per i propri figli vuol dire aiutarli ad accedere al diritto allo studio. Cominceremo a farlo partendo dalle famiglie con reddito più basso, fino ad estenderlo a tutti utilizzando dalla riconversione dei mezzi pubblici. Si tenga conto che il carburante costa 54 milioni di euro all’anno in Campania, di cui il 40 per cento solo su Napoli e provincia, quindi fondamentalmente si spostamenti brevi. Nessuno ha mai pensato di riconvertire il parco auto della regione e autobus della regione ma si fanno ancora oggi gare, per acquistare autobus usati per 4 milioni di euro. Autobus che inquinano e che dopo due tre anni devi sostituire. Quindi non risolvendo nessun tipo di problema. E certamente non si risparmia sul carburante”.

Come si favorisce la ‘rinascita’ di questa regione?

“Questa regione deve tornare a vivere le sue bellezze: vi è un patrimonio artistico naturale da sfruttare, la Campania ha una vocazione specifica. Ci sono sei siti patrimonio dell’Unesco, 500 chilometri di costa, un entroterra straordinario ed eccellenze agroalimentari di primo piano. Abbiamo il maggior numero di prodotti riconosciuti in Europa, marchi dop, doc, ipg, siamo la regione che di più contribuisce al reddito agricolo nazionale: puntiamo tantissimo su questo settore, puntiamo a far aumentare di due milioni di turisti che arrivano in Italia all’anno. Ogni turista genera un pil sul territorio di 80 euro. Bene: promuoviamo il turismo campano nel mondo attraverso un portale di servizi dove oltre a valorizzare e promuovere sul nostro territorio artistico storico naturalistico. Creiamo i siti di dove i turisti anche dai loro paesi possono acquistare i prodotto campani, un portale redatto in tante lingue, quindi accessibile a tutti. Coinvolgiamo i cittadini stranieri per mantenere e gestire e restaurare i beni culturali italiani anche attraverso donazioni minime. Queste sono esperienza già avviate in tanti paesi europei che funzionano benissimo”.

Passiamo all’ambiente, un tema caro al M5S…

“Assolutamente. Partiamo dalla risorsa mare: noi riattiveremo i depuratori, li renderemo finalmente efficaci. Una nostra idea, il metrò del mare: collegare costiera amalfitana e cilentana alle isole, creare un circuito turistico del mare e delle isole, una possibilità da non sottovalutare. L’agricoltura: le aziende della Campania sono per la gran parte piccole aziende che non riescono a competere con la grande distribuzione perché si va sempre verso il favorire le grosse realtà e le multinazionali. Vogliamo invece favorire anche le piccole realtà con una task force a livello regionale, una sorta di osservatorio permanente con esperti che portino sui territori le loro competenze agli agricoltori sia per accedere ai fondi ed individuare strategie produttive sia per farli mettere in rete con accordi tra di loro ed essere più produttivi e competitivi sul piano del mercato. Questo significa avere certificazioni obbligatorie per i terreni. Ma anche massimi controlli per i terreni per una sorta di marchio e certificazione per i prodotti agroalimentari. Vogliamo creare anche un supporto alla filiera alimentare campana attraverso sgravi fiscali ai ristoratori che utilizzano prodotti campani, tanti ristoratori sono costretti ad acquistare prodotti esteri per risparmiare pochi centesimi di euro. Mentre noi abbiamo prodotti di assoluta qualità. I campani mangiano Campano”.

Bonifica ‘Terra dei fuochi’: tante promesse fino ad oggi ma nessuna bonifica da parte del governo…

“C’è da bloccare lo scellerato piano di finanziamento da 24 milioni di euro promosso da Caldoro con spot pubblicitari per il rilancio dei prodotti della Terra dei fuochi. Questo è un intervento ipocrita perché è impossibile rilanciare i prodotto se prima non ho un certificato sulla provenienza e la qualità dei prodotti che rassicuri anche i cittadini. Si blocca questo programma che regala oltre 4 milioni di euro su 24 alle società sportive, si cominciano delle bonifiche serie, il piano regionale è fermo al palo. Non lo dico io ma Legambiente. Bonifiche dei territori e screening sulla popolazione. L’ambiente è una delle stelle, un tema centrale per il Movimento Cinque Stelle, quindi della gestione dei rifiuti: in Campania abbiamo sei milioni di tonnellate di eco balle stoccate per la regione. Un tema che non riguarda solo Taverna del re, non solo Coda di Volpe nel salernitano e nemmeno gli altri siti nel beneventano. Ci sono ovunque le eco balle: in ogni – a causa di uno scellerato ‘sblocca Italia – diciamo no all’incenerimento dei rifiuti e agli inceneritori. Le eco balle sono delle miniere, abbiamo inventato un sistema che si chiama distretto del riciclo che risolve due problemi contemporaneamente: uno evitare l’incenerimento dei rifiuti e quindi l’avvelenamento della nostra gente. Due: creare posti di lavoro. Si aprono le eco balle, si caratterizziamo, si individua e si separa – attraverso un procedimento meccanico – la materia da recuperare, si attua un riciclo spinto e si avvia nell’ambito del circuito produttivo il recupero delle materie recuperabili. Solo quello che non si può recuperare viene sottoposto alle alte temperature ma non attraverso i ‘cancro valorizzatori’. In questo modi i costi di questo impianto si abbattono in due anni. Si creano in questo modo 1500 posti di lavoro in tutta la regione”.

Edilizia in ginocchio. Come si riparte?

“L’edilizia è stata il motore dell’economia per tanti anni in Italia e non solo in Campania ma abbiamo visto anche gli scempi che ha prodotto. Facendo degli abusi edilizi e la cementificazione ossessiva del territorio che ha prodotto il dissesto idrogeologico. Non si sono rispettati i vincoli ambientali e ci troviamo oggi a vivere situazioni gravi. Stop alla cementificazione, recuperiamo l’esistente e riavviamo il mercato dell’edilizia attraverso la ristrutturazione e la riconversione energetica degli edifici. Abbiamo in mente anche degli eco bonus per la riconversione energetica degli edifici”.

La difesa dell’acqua pubblica un tema cardine del Movimento…

“Proprio oggi (ieri per chi legge) siamo stati sotto la Regione perché si sta tentando di far passare una legge regionale sulla privatizzazione dell’acqua. Si va verso una privatizzazione ancora più spinta, portando nelle mani di pochissimi la gestione dell’acqua affidandola alle multinazionali. Alle lobby dell’acqua. Noi faremo la battaglia per l’acqua pubblica e anche se questo provvedimento verrà approvato noi lo abrogheremo e chiederemo alla Gori i debiti che la regione vanta nei confronti della Gori  – che sono circa duecento milioni di euro – ottenendo così finalmente la liquidazione della Gori”.

Difesa ambientale e non solo in Campania…

“Ci tengo infine ad aggiungere: no alle trivelle in questo territorio! Io sono estremamente preoccupata perché con lo Sblocca Italia il governo vuole trasformare la nostra regione in una gruviera avvelenata dal petrolio. Noi a questo scempio non ci stiamo, ci opporremo con tutte le nostre forze anche perché viene messo a rischio il patrimonio acqua”.