Il Napoli di Sarri non sa vincere, sia quando ha in mano le partite – facendosi rimontare in modo anche banale come con la Samp – sia quando raddrizza match difficili e in salita come accaduto oggi contro l’Empoli. Il tabù Castellani continua a reggere, un campo davvero stregato quello toscano nonostante nella seconda frazione di gioco Maccarone e compagni avessero tirato bruscamente il freno a mano dopo aver speso tutto nei primi 45′: dopo il pareggio di Allan il Napoli ha cercato – sterilmente – di affondare il colpo del ko senza fortuna mostrando una supremazia territoriale fine a se stessa. Nel calcio conta, si, il bel gioco ma di più i risultati e il bottino azzurro dopo tre gare è di appena due punti contro avversari – sulla carta – non certo irresistibili. Anche il più pessimista dei tifosi o addetti ai lavori mai avrebbe potuto immaginare una partenza così alla camomilla per gli azzurri che per un motivo o un’altro in questi primi 270′ non hanno ancora conquistato una vittoria. Sassuolo Sampdoria ed Empoli si sono mostrati avversari insuperabili e per una squadra come il Napoli quest’aspetto comincia a far riflettere e un po’ anche a preoccupare. Riavvolgendo il nastro della partita di oggi emerge ancora una volta un Napoli a due facce: inguardabile stavolta nella prima parte, nettamente meglio nella ripresa forse anche complice la stanchezza dell’Empoli che ha arginato a fatica la qualità superiore dei ragazzi di Sarri che finalmente hanno mostrato qualche buona giocata facendo intravedere qualche spiraglio di luce nel grigiore del cielo toscano. Difesa e centrocampo da film horror quella partenopea, reparti ed interpreti degni del cast del miglior Dario Argento, con Saponara che ha fatto letteralmente ammattire la ‘linea’ azzurra non trovando ostacoli davanti a se in avvio: prima con il gol del vantaggio empolese – affondando il coltello nel burro della retroguardia azzurra – dopo appena tre giri di lancette sul cronometro e poi con l’assist (con tocco però di mano) per il raddoppio di Pucciarelli. In mezzo allo strapotere dell’Empoli la splendida prodezza di Insigne (una stoccata dai diciotto metri) che anche oggi da solo si è caricato tutto il peso dell’attacco spronando i compagni a lottare nonostante le difficoltà. Proprio il folletto di Fratta ha fatto capire, una volta di più, che il ruolo di trequartista non rappresenta per lui una difficoltà visto che in questo doloroso inizio di stagione è stato sempre tra i migliori in campo. Molto male Valdifiori che conferma nella sua Empoli di faticare ad emergere nel centrocampo azzurro, insufficiente la prova anche dell’altro ex toscano: Hysaj sulla corsia di sinistra sembra un pesce fuor d’acqua, non ne ha azzeccata una fino al 70′ riuscendo solo nel finale ad offrire un’assist decente ad Higuain peraltro non agganciato dall’attaccante azzurro al limite della sedici metri dell’Empoli. Meglio rispetto alle altre due uscite Allan che ha messo a segno la rete del pareggio dopo una splendida azione cominciata da Hamsik e rifinita da Gabbiadini (autore di due assist) che ha praticamente messo in porta il compagno. Nel finale di gara il Napoli ci ha provato con Callejon e Mertens senza fortuna, mentre Jorginho ha rilevato uno spento Valdifiori: tanto possesso palla, qualche rischio in meno rispetto alla prima frazione di gioco ma il gol vincente, quello che ancora non ha fatto assaporare la gioia da tre punti ai depressi tifosi quest’anno, non è arrivato lasciando l’amaro in bocca per la terza domenica di seguito. Sarri ieri in conferenza stampa era stato buon profeta, forse mettendo anche un po’ le mani avanti: i problemi del suo Napoli non sarebbero solo fisici ma soprattutto mentali, e ad Empoli è stata confermata ampiamente la sua tesi. Il Napoli preoccupa, eccome, anche se siamo solo alla terza di campionato, per un dato in particolare: con avversari di seconda – terza fascia sono stati incassati sei gol (due a partita) e messi a segno 5. Una media assolutamente da invertire perchè se è vero che questo campionato è decisamente anomalo e difficile da interpretare (la Juve ha fatto addirittura peggio del Napoli con due sconfitte ed un pareggio) altrettanto evidenti sono le difficoltà di una squadra e un allenatore che fino a questo punto stentano a trovare il bandolo della matassa. Dopo il pareggio casalingo con la Samp affermammo che una mancata vittoria con l’Empoli avrebbe cominciato a far traballare la panchina di Sarri: nonostante le rassicurazioni da parte della proprietà (principale responsabile della deprimente situazione della squadra) dei risultati negativi giovedì in Europa League ma soprattutto domenica sera al San Paolo con la Lazio metterebbero in crisi un progetto nato sin qui sotto una cattiva stella. E’ ovvio che tutto si può ancora raddrizzare, ma per farlo bisogna cominciare a vincere, da giovedì e per le prossime partite. Il Napoli, questa squadra con quest’organico, non può rimanere nei bassifondi della classifica!
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