Anche ad Austin non si ferma lo strapotere delle Mercedes e delle loro power unit, nemmeno la pioggia che ha condizionato sia prove libere che qualifiche riesce a rallentarle. Gara che comincia su pista umida, si corre con le coperture intermedie da bagnato, poi il valzer delle slic: vince ancora Hamilton che conquista qui il suo terzo Titolo Mondiale eguagliando il grande Ayrton Senna.
La Ferrari conquista il terzo posto con Vettel: il tedesco compie una gara memorabile risalendo dal tredicesimo fino al terzo posto (scontava una penalità di dieci posizioni in griglia, la stessa anche per iceman per aver montato la quinta ed aggiornata power unit). Gara un po’ in sordina per Raikkonen: fino al 20° giro in lotta con i primi, quando perde il controllo della sua vettura sbatte, rovina il musetto, rientra, lo sostituisce ma da li in poi naviga nelle retrovie restando fuori dalla zona punti. Il Cavallino comunque conferma e rafforza la sua seconda posizione nel Mondiale, stessa posizione oggi consolidata anche per Vettel.
Williams in ombra per un problema alla sospensione anteriore entrambi i piloti sono costretti al ritiro. Maclaren: la nuova power unit, con più potenza ha consentito a Button di arrivare settimo, portando a casa tre miseri punticini, ancora poco per la scuderia inglese. Red Bull: gara anomala, tra i primi con Ricciardo e Kvyat, con le coperture da bagnato ma con le slic, non è stata più competitiva, Ricciardo chiude decimo, Kvyat fuori dai punti.
Toro Rosso, Lotus, Force India e Sauber con almeno un pilota tra i primi dieci.
L’Arrivo:
1) Hamilton, 2) Rosberg, 3) Vettel, 4) Verstappen, 5) Perez, 6) Sainz, 7) Button, 8) Maldonado, 9) Nasr, 10) Ricciardo
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