Il Napoli ‘perde la testa’ a Bologna e dopo appena una settimana dalla vittoria sull’Inter abbandona la vetta della classifica proprio a discapito dei nerazzurri di Mancini che si sono imposti di misura ieri con il Genoa. Indigesta, dunque, la trasferta in terra emiliana ad ora di pranzo: i ragazzi di mister Sarri ripartono da quei bruttissimi 20′ della fine di Napoli – Inter e interrompono così la lunga striscia di risultati utili consecutivi (serie arrivata a 13 in campionato e 18 con la coppa) che durava dalla gara d’esordio con il Sassuolo (sconfitta per 2-1) e subiscono per la prima volta tre reti in una sola gara. Aspetti negativi che inducono a riflettere perchè il Napoli ha sofferto troppo il ruolo da leader della classifica ed’è sceso in campo con gambe molli e tensione a mille. Le parole di Sarri di ieri in conferenza non sono state ascoltate, il gruppo alla prima occasione con i panni da battistrada non ha saputo reagire con il piglio della prima della classe al cospetto di un buon Bologna che è apparso molto più forte del solito proprio per colpe partenopee. Se a questo si aggiunge un po’ di sfortuna (il primo gol di destro è irregolare per fuorigioco e il terzo – sempre dell’attaccante bolognese – è ‘viziato’ da un involontario assist di Hamsik) e la giornata di grazia del loro portiere si capisce che la sconfitta di oggi è stata quasi impossibile da evitare. Da qualche anno a questa parte, infatti, quando sulla strada degli azzurri ci sono Donadoni e Mirante accade spesso che la vittoria diventi chimera per la formazione partenopea. L’ex allenatore è sempre con il dente avvelenato per un passato non troppo glorioso sulla panchina azzurra mentre il portiere di Castellammare si esalta quando vede davanti alla sua porta Higuain e compagni. Ma tutti questi elementi non devono e non possono rappresentare un alibi per la squadra di Sarri che oggi doveva dare la prima risposta in chiave scudetto, troppo brutta la squadra nei primi 45′, distratta e deconcentrata, che ha regalato due reti e che ha fallito con Callejon ed Higuain due gol incredibili. Quando si è in giornata storta ci sta poco da fare, ma quello che non va giù è l’atteggiamento iniziale della squadra che avrebbe dovuto fare di un sol boccone il Bologna, compagine assolutamente alla portata del Napoli se solo l’atteggiamento e l’approccio fossero stati diversi. Se si vuole continuare a sognare certi errori – che ricordano i fantasmi della scorsa stagione – devono essere evitati. Ci può stare una giornata storta, può capitare (basta che non diventi una regola!) anche la pressione e l’ansia da prestazione da primato, su questo devono lavorare intensamente Sarri e gli uomini leader dello spogliatoio da Reina ad Higuain, passando per Callejon e Albiol. Che questa sconfitta valga da lezione per far si che certi errori non si verifichino più, infondo non è cambiato quasi nulla in chiave primo posto: due punti dalla vetta rappresentano una distanza colmabile a patto che si torni al più presto a giocare il calcio che la squadra ci ha fatto vedere fino a domenica scorsa. Nel secondo tempo di oggi la sfortuna si è accanita proprio nel momento di maggiore pressione azzurra: quando sembrava proprio che il Napoli potesse riaprirla da un momento all’altro è arrivato lo sfortunato assist di Hamsik a Destro che è stato come un macigno sulle spalle di Insigne e compagni. La reazione finale con la doppietta del Pipita arrivato al gol numero 14 fa ben sperare: non si tratta di un calo fisico ma soprattutto mentale e psicologico. Se il Napoli riuscirà subito a scrollarsi ansie e paure tornerà a recitare un ruolo da protagonista in questo campionato. I punti persi sono stati quelli gettati al vento con le ‘piccole’: domenica al San Paolo arriverà la Roma e sarà tempo di ripartire e rialzare la testa!
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