
Il tango non è solo un ballo, una musica popolare sudamericana segnatamente argentina; il tango è anche un modo di essere, di vivere la vita, un’interpretazione personale per esprimersi, che sia in una balera di Rio de La Plata o – in questo particolare caso – su un campo di calcio. Il piccolo elogio che andremo ad analizzare rende omaggio a due tangueri d’eccezione: Gonzalo Higuain e Paulo Dybala. Dove vai, se il goleador non ce l’hai? In questo campionato così equilibrato, la differenza la fanno loro.
La serie A ormai è un botta e risposta dal sapore albiceleste: segna Higuain, risponde Dybala; il Pipita fa gol, la Joya pure. Napoli e Juventus corrono a ritmi infernali lassù in vetta, trascinati dalle perle e il tango (tocco, ndr) dei loro bomber sui palloni nelle porte avversarie.
Gonzalo, o “Golzalo” (simpaticamente chiamato dai tifosi partenopei) Higuain è protagonista di una prima parte di stagione fantastica: 21 centri in altrettante gare, una media monstre di un gol a partita, uno stato di grazia sintomatica di un gruppo che vuole (finalmente) fare il salto di qualità. Elisir di cotanta feracità è sicuramente il “professor” Maurizio Sarri, che se lo coccola con amorevole cura e incondizionata fiducia, incoraggiandolo a seguire i suoi dettami per diventare il più forte di tutti. Ormai si sprecano gli aggettivi per l’uomo copertina di questo Napoli e le domande circa una sua presenza o meno nel listone dei candidati al prossimo Pallone d’oro diverranno sempre più sensate.
Paulo Dybala ha partecipato attivamente a 19 dei totali 38 gol della Juventus, con 12 reti e 7 assist: tanta roba! Ha 22 anni e dimostra di avere tutti i connotati per diventare un grande campione. In costante crescita, sapientemente gestito dal tecnico bianconero Max Allegri, è divenuto un punto fermo ed essenziale della manovra bianconera, che si è presto lasciata alle spalle un inizio balbettante, probabilmente avvenuto dalla mancanza del connazionale Carlos Tevez.
Ma guai a paragonare i due attaccanti principi della nostra serie A. Non sarebbe giusto.
Non sarebbe giusto per Dybala, che sta vivendo il più bel momento della sua carriera. Tanto meno per Higuain, che sta – finalmente – raccogliendo i frutti di una profonda introspezione psicologica.
Il motivo di questo breve panegirico prende in maniera massiccia le distanze da ogni futile confronto tra i due giocatori del momento che, obtorto collo, sono continuamente citati a vanvera.
Una storia di autentiche vite parallele per i due argentini, ugualmente decisivi per le sorti dei rispettivi club; eppure tremendamente diversi, in tutto e per tutto.
Lasciamo stare i paragoni fini a se stessi e che non portano a nulla. Lasciamo stare queste inutili strategie e/o giochi sottili per innalzarsi ad esperti in grado di giudicare chi è meglio o peggio tra loro due. Lasciamoli stare, lasciamoli ballare in pace. Sul campo da gioco.