A dieci anni dall’istituzione internazionale della Giornata della Memoria, la Shoah – o Olocausto, il genocidio aberrante perpetrato dalla Germania nazista nei confronti degli ebrei d’Europa, che causò 5-6 milioni di vittime di ogni sesso ed età –, il Gruppo d’Arte Drammatica (G.A.D.) «Radici» di San Vitaliano (Na), nei giorni 29-30-31 gennaio ha onorato, grazie ad un dramma in un tempo ispirato ad opere cinematografico-letterarie (Schindler’s List, La Vita è bella, la produzione di Primo Levi e di autori vari), quello che per molti è il paradigma storico del “male assoluto”.
L’impeccabile regia del bravo Pasquale Manfredi, presidente dell’Associazione no profit nata nel 1934, ha messo in scena, insieme ad un cast di attori davvero validi, un emozionante collage di componimenti destinati al cinema e alla letteratura, un lavoro certosino che ha suscitato forti e contrastanti emozioni sul pubblico presente durante i tre giorni della rappresentazione, dando attraverso il teatro una genealogia pop della Shoah.
La rappresentazione “donata” al pubblico assume valori altissimi, di elevata intensità teatrale; gli autori citati, che raccontano in modi così diversi la Shoah, non hanno distolto in alcun modo il pubblico che, al contrario, si è dimostrato maturo, attento e commosso. Merito di una regia ed un cast davvero d’eccezione, protagonisti di una ri-costruzione iconografica del dramma storico sinceramente inappuntabile. Chapeau!

