Higuain dal dischetto: si va a Torino con i due punti di vantaggio. Vittoria sofferta per la capolista che riesce ad avere la meglio sul Carpi grazie ad un rigore del Pipita arrivato a 24 reti in 24 gare.
Continua il duello in vetta alla classifica tra Napoli e Juventus con le due battistrada che non smettono di conquistare vittorie pesanti e di allungare record importanti a suon di successi. Oggi è stato davvero difficile avere la meglio su un Carpi che è venuto al San Paolo prima a fare le barricate e poi a tentare il colpaccio nel finale con il punteggio in bilico. Con le ‘piccole’ bisogna sudare di più e questo si sa, ma oggi un insolito Napoli ha balbettato per parecchi minuti del match non riuscendo a fare il proprio gioco, merito anche della banda di Castori che ha fatto di tutto per uscire con un punticino dalla trasferta contro la capolista. Impresa che non è riuscita solo grazie alla caparbietà della squadra di Sarri che nella ripresa è riuscita a scrollarsi di dosso ansie e paure in vista della partita delle partite di sabato prossimo, quando la prima e la seconda si guarderanno negli occhi e faranno capire chi tra le due pretendenti è la candidata principale allo scudetto. Vittoria di rigore, dunque, il Napoli porta a casa l’intera posta (l’ottava vittoria consecutiva, record assoluto nella storia del club partenopeo) con il minimo sforzo pur non brillando e non facendo esaltare il pubblico di Fuorigrotta che in ogni caso crede all’Impresa.
Andamento lento: primo tempo a ritmi bassi, il Napoli forse con la testa probabilmente già al big match di Torino, non riesce a trovare il varco giusto per sbloccarla, complice l’atteggiamento del Carpi che – come all’andata – piazza dei veri e propri pullman davanti a Belec. Higuain e Callejon non sono fortunati in avvio, Insigne non riesce ad essere incisivo come al solito e Valdifiori – che non è Jorginho – rallenta la già problematica manovra offensiva con giocate alla camomilla. Da dire che la terna arbitrale ci ha messo del suo contro gli azzurri quando non riesce a vedere un rigore netto su Callejon strattonato visibilmente dai difensori di Castori. Il Carpi ha retto senza affannarsi troppo con gli azzurri poco incisivi sotto rete. Al 45′ i punti di vantaggio sui bianconeri sono ancora due con la banda di Allegri che pareggia a Frosinone.
La svolta: negli spogliatoi Sarri si sarà fatto di sicuro sentire e nei secondi 45′ il Napoli ha alzato i ritmi schiacciando l’avversario nella sedici metri con la ferocia giusta, quella mancata nei primi 45′. Ancora Callejon – il più attivo a tutto campo – sugli scudi, ma Doveri non si smentisce e annulla la rete del possibile vantaggio allo spagnolo su segnalazione del guardalinee. Il fuorigioco è, di fatto, inesistente. Bianco si fa espellere in avvio (altro abbaglio del mediocre direttore di gara), i pullman del Carpi a protezione della propria porta diventano due. Sarri a quel punto toglie Callejon alla mezz’ora e manda in campo Mertens per tentare di creare il varco giusto in attacco. Da Frosinone non giungono buone notizie con il vantaggio bianconero di Cuadrado, ma il Napoli risponde subito al tentativo di aggancio della Signora con la rete di Higuain (24 gol in 24 gare, ancora record per il Pipita) dagli undici metri dopo il plateale atterramento di Koulibaly.
Il finale: potrebbe fare subito venticinque Higuain se non avesse fallito il pallonetto davanti a Belec al 78′: il Pipita è fondamentale e Sarri gli risparmia gli ultimi minuti di gara in vista di Torino e sostituisce il Pipita con Gabbiadini. Il San Paolo trattiene il fiato per qualche minuto al raddoppio della Juve a Frosinone con Dybala. Esce anche Insigne per El Kaddouri, il San Paolo comincia a cantare ‘un giorno all’improvviso’ e a dare la giusta concentrazione ai ragazzi nei quattro minuti di recupero. Non accade più nulla: ‘chi non salta bianconero è’, il coro del San Paolo è contagioso. Tra una settimana a Torino se ne vedranno delle belle. Il Napoli non vuole abbandonare la vetta, Madame è avvisata!
dal San Paolo Vincenzo Rea