Aspettando Juve-Napoli, e siamo ancora a martedì…Sale l’attesa in città per una sfida che riporta con la mente indietro nel tempo quando le sfide tra Maradona e i bianconeri valevano lo scudetto. Dopo ventisei anni la squadra partenopea riassapora quelle emozioni e una città intera si stringe intorno ai propri idoli per sognare il tricolore
L’attesa è snervante, ci sta poco da fare. Stiamo contano i minuti, forse i secondi, che ci separano dal ‘giorno della verità’, quando potremo guardare finalmente negli occhi l’Avversario di sempre e sapere chi – tra noi e loro – potrà mettere le mani su questo straordinario campionato. A quella gara ci arriveremo di sicuro con l’adrenalina a mille e con il formicolio nello stomaco, quello che caratterizza gli eventi particolari e le vigilie importanti, quelle che sai ti potranno far vincere qualcosa. Siamo certi che i ragazzi scenderanno in campo con il rispetto che si ha di fronte ad un avversario difficile ma anche con la consapevolezza della forza di un gruppo che si è costruito il primato a suon di vittorie e calcio spettacolare. Perchè questa volta il Napoli non è in vetta per caso, quella di Sarri è squadra tosta e compatta, che sa quello che vuole dopo 24 gare. Sognare si può! Ci giochiamo la permanenza in vetta senza timori, a viso aperto. Sta di fatto che senza il prodigioso recupero della Juve si sarebbe già scritto parecchio di questa stagione, la storia contemporanea della serie A si sarebbe tinta d’azzurro sancendo il nostro successo visto che di avversarie oltre alla Juve non ce ne sono. Si parlerebbe di uno Scudetto che ci saremmo meritati – e che in ogni caso ci meritiamo – se solo ci fosse una meritocrazia per il gioco espresso in questo torneo. E invece no, ci toccherà ancora lottare e soffrire con il coltello tra i denti e andare a giocarci il Sogno a casa loro e senza tifosi al seguito con il settore ospiti chiuso. Sono passate meno di due giorni dalla vittoria – striminzita ma pesante e fondamentale – del Napoli sul Carpi, ma la mente già da tempo e addirittura prima del successo su Castori era altrove, il pensiero di una tifoseria intera andava (e va) in quello stadio dove sono arrivate solo sconfitte ma che questa volta potrebbe regalare una gioia immensa alla Napoli calcistica che aspetta da ventisei anni di scrivere il proprio nome nella storia. Questi primi due lunghi giorni sono scivolati via lentamente, in città non si parla ormai che della sfida in casa della Juventus, lo spareggio che non è di sicuro decisivo (dopo mancheranno altre tredici gare) ma che tanto dirà in termini percentuali di successo. La gente in strada si immagina la partita, fantastica, spera e incrocia le dita sapendo che la missione è dura ma non impossibile da portare a termine. Nei bar e nei locali cittadini si respira un’aria nuova che riporta alla mente gli anni d’oro di Maradona, quelli che regalarono scudetti e coppe e che fecero conoscere la grandezza del Napoli in tutto in mondo. I primi due giorni della settimana dei napoletani sono stati conditi da commenti e pronostici, con il tempo che sembra non passare mai. Domani sarà già mercoledì, il giro di boa nel conto alla rovescia, ma l’obiettivo resterà sempre lo stesso: arrivare velocemente al 13 febbraio, al giorno della rivincita e del riscatto della Napoli calcistica, la sfida borbonica ai Savoia, la voglia di primato del Sud contro lo strapotere del Nord. Siamo pronti a lanciare il guanto di sfida a chi è abituato da sempre – e spesso in modo non trasparente – ad alzare trofei al cielo. Da domenica sera la folla si è riversata in strada con un chiodo fisso, nei vicoli e nelle case sembra che il tempo sia tornato a quel mese di maggio del 1987. E siamo ancora a martedì…