Puniti da una maledetta deviazione. Ma non è finita!

merda-stadium-300x176 Puniti da una maledetta deviazione. Ma non è finita!Puniti da una maledetta deviazione. Ma non è finita! La Juve allo Stadium ci condanna allo scadere con un gol di Zaza (deviato nettamente da Albiol) dopo un match equilibrato e combattuto con le prime della classe che si sono annullate fino allo scadere. Una sconfitta per il Napoli che fa male ma che non decide nulla sulla lunga strada verso il titolo

Un pugno allo stomaco questa sconfitta allo Stadium (dove non si vince e pareggia mai!) arrivata a due minuti dalla fine quando sembrava fatta per uno zero a zero tutto sommato giusto per quanto fatto vedere in campo dalle due squadre. La spuntano loro con un autorete dopo 90′ combattuti su entrambi i fronti, poche le palle gol e i brividi per i due portieri. Il Napoli non è stato quello esplosivo e micidiale di sempre per merito anche della forza fisica degli avversari ma c’è da dire che la squadra di Sarri ha sicuramente giocato con grande personalità tenendo testa ad una corazzata come quella di Allegri (arrivata al quindicesimo successo di fila in campionato). Il finale amaro ha cancellato tutto quello che era stato costruito in 88′: è la solita storia della coperta corta che non ti fa subire nulla dietro ma che ti annulla in attacco. Il Napoli infatti usciva anche bene dalle retrovie con un buon palleggio ma non riusciva poi ad impensierire più di tanto Buffon pensando in alcuni frangenti del match più a non subire l’impeto dell’avversario che a costruire con decisione palle gol. In poche occasioni ha portato la palla nella sedici metri bianconera con giocate di classe, Higuain si è dannato in avanti alla ricerca di palloni giocabili con Insigne attento a contenere Cuadrado e Callejon a correre per tre. La Juve ha aspettato il Napoli con spirito da provinciale, il possesso palla è stato per larghi tratti di gara in mano ai nostri che però sbattevano puntualmente contro il muro eretto dalla difesa granitica gestita da Bonucci. Immenso Allan in mezzo al campo: il brasiliano ha lottato come un leone e ha tenuto testa a Pogba. Anche Jorginho si è mosso con personalità ma i problemi azzurri si sono materializzati sempre e solo in fase offensiva. Nel primo tempo più Napoli che Juve: dopo un avvio equilibrato gli azzurri non sono riusciti a concretizzare un paio di occasioni (prodigioso l’intervento di Bonucci su cross di Hysaj che toglia letteralmente la palla del vantaggio dalla testa di Higuain). Nella ripresa un tiro dal limite di Dybala esce di poco e una giocata di Insigne viene deviata fortunosamente da Buffon. Poi il nulla. Che la gara si sarebbe sbloccata grazie ad un errore o una prodezza di un singolo lo si poteva aspettare, fa rabbia che la svolta sia arrivata a 120′ secondi dalla fine quando il punticino da Torino ci avrebbe permesso non solo di mantenere la testa della classifica ma anche di rimanere in vantaggio negli scontri diretti con la Juve. Adesso loro sono primi con un punto di vantaggio ma nulla è finito. I ragazzi di Sarri ci devono dimostrare di essere uomini oltre che grandi calciatori non subendo il contraccolpo psicologico di una sconfitta a Torino – che ci può stare – e devono tornare a lottare con il coltello tra i denti in queste tredici gare finali. Sarà un testa a testa, l’importante sarà rialzarsi prontamente a partire dalla gara di lunedì prossimo con il Milan al San Paolo.