“I fiori del latte” a San Vitaliano: tra Baudelaire e Balzac il successo è di cas…eificio!

i-fiori-del-latte-gad-212x300 “I fiori del latte” a San Vitaliano: tra Baudelaire e Balzac il successo è di cas…eificio!Continua con successo la rassegna “Filippo D’Angerio” 2015/16, promossa dal G.A.D. (Gruppo d’Arte Drammatica) “Radici” di San Vitaliano (Na); la commedia in due atti di Eduardo Tartaglia “I fiori del latte” (2006), rappresentata nei giorni 19-20-21 febbraio presso l’Auditorium del paese, ha divertito straordinariamente il pubblico presente. Non solo: l’ottima regia di Ester Menna è riuscita a dare allo spettacolo la prospettiva umoristica che il buon Tartaglia aveva in mente, la verve e la vis comica degli attori che hanno interpretato l’opera del commediografo di San Giorgio a Cremano è riuscita a “scomporre” con ironia la paradossale e amarissima presa di coscienza di una vita “contaminata” da decisioni difficili e conflitti interiori continui. Con tutta la veracità e bonarietà che solo Napoli può regalare.
L’oasi biologica che i cugini Aniello (Vitaliano Paone) e Costantino (Carmine Schettino) avevano in mente, dopo anni di sacrifici e duro lavoro, deve far fronte alla minaccia delle discariche abusive, dell’usura e… un bidone arrugginito. Sarà questo il leitmotiv perturbante dei due: che fare? Denunciare il fatto? Sonnecchiare? Mandare all’aria il progetto di una vita?
I due cugini Scapece, coadiuvati dall’ambigua figura del russo della Kamcatka (Giovanni Vellusi), cadranno in un vortice d’incertezza sul da farsi: continuare questo “patto col diavolo” (l’usuraio, interpretato da Gennaro Caliendo) e vedere – seppur a scadenza – i frutti dell’ambizione e la cupidigia imprenditoriale al nord dell’imprenditore varesotto (Giovanni Sasso) o purificarsi, confessando tutto. Ed è qui che la Commedia lascia spazio alla Tragedia.
Il deus ex machina di questa Commedia Umana che richiama un po’ Baudelaire e un po’ Balzac è – come spesso succede nella produzione di Tartaglia – la donna, segnatamente Regina (Marcella Vellusi), ex fidanzata di Aniello, che sarà l’artefice del “miracolo”: corromperà in positivo l’animo buono dell’uomo e gli darà quella forza necessaria per affrontare un destino più grande di lui, raccogliendo – finalmente – i fiori (di latte) che tutta una vita ha coltivato con onestà.