Nuove maglie, nuova stagione. Vecchi fantasmi
In casa Napoli è cominciata ufficialmente la nuova stagione 2016/17. Presentate le maglie a Castelvolturno, domani mattina si parte per il ritiro di Dimaro Folgarida in Val di Sole. E il mercato? Il solo Tonelli non basta. Non ci resta che… aspettare
Giorni caldi. Caldissimi. Alla vigilia del ritiro di Dimaro, a Napoli è tempo di presentazioni: sono state infatti indossate da testimonial d’eccezione (Reina, Allan e Callejon) le divise per la prossima stagione; completamente azzurra e con una vestibilità molto attillata, la nuova maglia vestirà come una seconda pelle, da “battaglia” (kombatskin, non a caso, il nome scelto). Dettagli tecnici a parte, questa presentazione è servita a mettere a tacere (almeno per un po’) le voci di mercato attorno al Pipita Higuain: il bomber argentino, accompagnato da un sorriso sornione, compare nello spot realizzato dalla Kappa stamane. Un chiaro segnale, sbloccato anche dalla situazione contrattuale di altri calciatori fondamentali per il Napoli; ieri ha rinnovato Josè Callejon (fino al 2020), sono pronti i nuovi contratti per Raul Albiol, Mertens, Insigne, Koulibaly e capitan Hamsik, tutti giocatori determinanti per l’economia del gioco di mister Sarri. Scelte apprezzabili, dettate dalla gran voglia di rimanere e fare ancora bene in azzurro. Tutto molto bello, ma poi?
Troppe sono state le delusioni dei tifosi nell’ultimo mese sul fronte mercato, una continua lotta contro i mulini a vento di chiaro stampo picaresco, che ha raffreddato gli entusiasmi del secondo posto conquistato la stagione scorsa e che ha accolto la squadra al centro sportivo con un entusiasmo tiepido tiepido. La partenza spedita con la firma in calce di Lorenzo Tonelli (che giunge oggi a Castelvolturno dopo due giorni di permesso) ha visto, nei giorni successivi, una straordinaria successione di rifiuti alla piazza per motivi ormai arcinoti al tifo partenopeo. Giuntoli in giro per l’Europa a chiudere operazioni, al passaggio della “dogana” la mannaia della burocrazia contrattuale del patron partenopeo ha rammentato quella famosa scena dal film “Non ci resta che piangere”, con Troisi e Benigni: “Eh! Chi siete? Quanti siete? Cosa portate? Un fiorino”, ripeteva il doganiere ai malcapitati viaggiatori caricati di ogni ben di Dio. Così De Laurentiis si è visto passare in rapida sequenza Witsel (tra oggi e domani sarà un giocatore dell’Everton?), Herrera che “forse arriva, forse sfuma, forse… chissà”, Milik e la sua situazione complessa in Olanda, Zielinski che aspetta il Liverpool, Sturaro e Pereyra dalla Juventus. Si dice che il Napoli stia viaggiando sott’acqua, concludendo operazioni che rispecchino lo storico modus operandi che gli ha consentito di (non) vincere oggi per arrivare secondi domani. Ma poi dal carro chi spunta fuori? Antonio Candreva. Sì, proprio il calciatore della Lazio. Quel calciatore importante, realizzato, maturo, che ha 29 anni. Ventinove! Sembra che ADL e Lotito abbiano già un accordo sulla base di 24 milioni per il cartellino, la palla ora passa al nazionale azzurro, attirato però dalle sirene inglesi del suo ex CT Conte e dall’Inter dai tratti orientali che gli garantirebbero un ingaggio più alto e l’esclusiva gestione dei propri diritti d’immagine. Un target d’acquisto sicuramente diverso e dall’appeal importante, probabilmente dettato dai tanti (troppi) rifiuti di calciatori più giovani ma meno affermati che tanto hanno indispettito il massimo dirigente napoletano; certamente un’operazione che avrà il placet di tutta la piazza, stanca ormai dei vari Andujar, De Guzmàn, Uvini, Dumitru, Zuniga e compagnia bella, convocati in ritiro per mancanza di materiale umano. Un fiorino in più per Candreva sarebbe gradito, caro presidente.