Giak, si gira!

giaccherini_eroe-638x425-300x200 Giak, si gira!Giak, si gira! Il classe ’85 sarà presto un calciatore del Napoli per una cifra che si aggira al milione e mezzo di euro. Secondo rinforzo per gli azzurri, dopo Lorenzo Tonelli e una vita da film

Da Talla, con furore. La storia di Emanuele Giaccherini assume i contorni di un film. Outsider destinato a sgobbare parecchio, perché non ha una famiglia facoltosa alle spalle e un fisico aitante, ma una testardaggine mista a talento e una determinazione fuori dal comune che l’hanno reso grande, dai campi di provincia agli stadi più importanti d’Europa.
NOMADISMO, INFORTUNI, RONALDO E I ROSPI DA INGOIARE – “Ma dove potrà mai andare un ragazzino con un fisico così?” è la frase ricorrente agli inizi di carriera per il giovane Emanuele. La voglia di emergere (e giocare nell’Inter, la squadra del cuore) è tanta e l’occasione non tarda ad arrivare, anche dopo aver perso la milza in seguito ad uno scontro con un portiere avversario: il Cesena decide di puntare su di lui e, a 17 anni, lo tessera per la squadra Primavera. Nonostante un ottimo campionato, condito da 20 gol (come Palladino e Corvia, due che la serie A l’hanno vista molto prima di lui), la squadra romagnola manda Giaccherini a farsi le ossa nei duri campi della C. L’impatto non è dei migliori: a Forlì gioca pochissimo e non incide come dovrebbe, a Bellaria colleziona qualche gettone in più ma continua a non decollare, soprattutto dopo un grave infortunio che lo costringerà a star fermo 9 mesi. Un rospo da ingoiare troppo pesante per il 22enne Giak, incapace di reagire a questa mazzata. “Magari torno a casa e mi trovo un nuovo lavoro”, confiderà ai suoi familiari, che distoglieranno subito il loro ragazzo da pensieri negativi, incoraggiandolo a non mollare il sogno di diventare un calciatore importante, magari come Ronaldo, il Fenomeno che tanto gli piaceva nell’Inter. Detto, fatto: Emanuele torna più forte di prima e, nella parentesi tra le file del Pavia, si distingue come uno dei trascinatori della compagine lombarda a suon di corsa, dribbling e gol. Una fenice, proprio come il suo idolo Ronaldo.
BISOLI, DEUS EX MACHINADopo tanta gavetta tra i campi di provincia, torna finalmente all’ovile. Col contratto in scadenza e qualche mugugno di troppo, il Cesena di Campedelli non sembra convinto a puntare sul ragazzino biondo di Talla e lo inserisce nella lista dei partenti, cominciando comunque la preparazione con i bianconeri; riappariranno ancora i fantasmi del ritiro nella sua testa, allontanati – come per magia – da colui che rappresenterà il padre professionale e il deus ex machina di Emanuele: Pierpaolo Bisoli. Il mister rimase subito affascinato dal ragazzo tutto pepe e abnegazione. Come dargli torto? Giaccherini rinnoverà il suo contratto con i bianconeri romagnoli e trascinerà il Cavalluccio sino alla massima serie dopo un ventennio. Uomo copertina del Cesena dei miracoli insieme al suo allenatore, attirerà l’interesse di tante squadre, tra le quali il Siena.
L’EFFETTO CONTE, LA JUVE E LA NAZIONALE – Dove eravamo rimasti? Ah, il Siena. La squadra che più di ogni altra aveva mostrato il suo gradimento al talento aretino, imprescindibile per l’economia di gioco cesenate anche in A, stavolta sotto la guida di Ficcadenti. L’ambizioso Antonio Conte, allenatore dei toscani, aveva notato Emanuele Giaccherini mettendolo in cima alla lista dei desideri di mercato senese. Qualche ammiccamento, ma non se ne fece nulla. Fu solo questione di tempo: i due si ritroveranno dodici mesi dopo, alla Juventus, e sarà subito “amore”. “Giaccherini è il classico esempio di come un giocatore che ha fatto la provincia può meritarsi la Juventus. Se si chiamasse Giaccherinho sarebbe più considerato”, queste le parole del tecnico salentino, che impiegherà il talento di 167 cm in più ruoli, dimostrando duttilità e grande intelligenza tattica. Prandelli lo includerà tra i convocati per l’Europeo 2012 e per Giaccherini sembra essere avvenuta la definitiva consacrazione professionale: vola in Brasile per la Confederation Cup, distinguendosi tra i migliori dei suoi, arricchendo – con il terzo posto nella competizione – il suo palmares che contava già due scudetti e una Supercoppa italiana vinti col suo club più un secondo posto ad Euro2012 con la Nazionale azzurra. E invece? Nel giugno 2013 la Juventus annuncia la sua cessione agli inglesi del Sunderland: tifosi sbigottiti, Conte compreso. L’enorme plusvalenza ricavata dal suo sacrificio e il desiderio di Emanuele di conquistarsi il mondiale carioca sono più forti dei sentimenti. Ancora una volta, però, il destino è crudele. Coi black cats sarà un biennio in agrodolce.
L’ESPERIENZA INGLESE, PROFEZIE SBAGLIATE E IL RILANCIO – Senza fare troppi giri di parole, il sergente di ferro Dick Advocaat, lo definì “finito” dopo due stagioni costellate da alti (il primo anno) e bassi (tanti, troppi infortuni) in Premier League. Giak (ancora una volta) non si è scoraggiato, si è rimesso in discussione ed ha vinto lui: a Bologna è il calciatore più determinante nello scacchiere di Donadoni, riconquista la maglia della nazionale ritrovando Antonio Conte, dopo un patto d’acciaio con l’agente Valcareggi. “Riportalo in Italia, trovagli la squadra giusta e lo porto con me”, dirà il CT. Giaccherini si è distinto infatti anche agli Europei appena conclusi in Francia: primo gol italiano (contro il Belgio, con dedica annessa al nonno scomparso) e prestazioni – tutte – positive per la micro-ala prediletta di Conte. Poi il Napoli: operazione lampo (e low cost), dopo le tante difficoltà riscontrate nella trattativa Candreva; spiazzata la concorrenza di Fiorentina e Torino, al giocatore un triennale da un milione e mezzo annui. Una trattativa improvvisa e ben accolta da Sarri; il giocatore, terminate le ferie, raggiungerà i suoi nuovi compagni a Dimaro. Il patron De Laurentiis, con il supporto del ds Giuntoli, ha fiutato l’affare e non se l’è fatto scappare. Non a caso, proprio ADL, affascinato dalla sua vita, ha deciso di investire su di lui, producendo il suo film a basso costo (con ambizioni da Oscar) a tinte azzurre. Gli fa eco Furio Valcareggi, l’agente-amico di Emanuele, svelandone il titolo (durante un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli): “Nun c’accire nisciun!”. Quella di Giaccherini è una bella favola, tutta da vivere. Da oggi all’ombra del Vesuvio.

foto: rete