Mertens giganteggia su un ottimo Pescara, Manolo si eclissa. Top e flop di Pescara-Napoli

Mertens giganteggia su un ottimo Pescara, Manolo si eclissa. Top e flop di Pescara-Napoli

mertens-1-300x168 Mertens giganteggia su un ottimo Pescara, Manolo si eclissa. Top e flop di Pescara-Napoli

Bentornato campionato. Un campionato che si apre ma, almeno sulla carta, sembra già chiuso. La Juve ha tolto Higuaìn al Napoli, tuttavia non è riuscita a toglierle entusiasmo. Quell’entusiasmo misto a determinazione di un gruppo che renderà alla compagine bianconera del filo da torcere tutta la stagione; un’aria di sfida, temeraria certo, ma che insegna che nulla è scontato e non sempre il favorito dai pronostici raggiunge il gradino più alto del podio. Non siamo a Rio de Janeiro, ma all’Adriatico di Pescara. È iniziato quindi in Abruzzo il campionato 2016/17 targato Sarri 2.0; è iniziato senza “mister 36” (+1 ieri sera, con la maglia a tinte scolorite). E non è iniziato certo nel migliore dei modi, ovvero con i tre punti, ma può anche andar bene così. Nessuna partenza sprint, dunque, per gli uomini di Sarri, che regalano letteralmente un tempo alla compagine abruzzese e la rimontano (seppure a metà) grazie ad un indemoniato Dries Mertens, autore di una pregevole doppietta.
Orfane dei due uomini più rappresentativi della scorsa stagione, queste squadre hanno dato spettacolo (e gol) comunque. 2-2 il finale.
Inizio shock per gli azzurri, costretti a rincorrere dopo appena 9′ con un delizioso lob del libico ex Palermo Ahmad Benali. Doccia fredda a 10′ dal termine, quando Caprari trova addirittura il raddoppio per i delfini dopo una splendida combinazione con Zampano (e un velo magnifico dell’onnipresente Benali). La neopromossa di Massimo Oddo si è resa protagonista di una prima parte di gara eccezionale, Napoli clamorosamente in bambola. Poi arriva Dries Mertens… E il duo Giacomelli-Rocchi.

Diamo i voti ai protagonisti del match:

NAPOLI

Pepe Reina: figlio adottivo di un’intera città, il portierone di Cordoba tocca il primo pallone destinato in rete da Benali e, con i centrali, non è esente da colpe. Nulla può sul 2-0 di Caprari. Reattivo su Biraghi, per il resto, normale amministrazione. 5.5

Elseid Hysaj: prima parte anonima, ripresa positiva. Gara dalle due facce per il soldatino balcanico, pagella incerta. 5.5

K. Koulibaly: distratto, impreciso e poco “affamato”. Il mercato c’entra qualcosa? Se sì, giochi Chiriches. 4.5

Raùl Albiol: troppo lento su Benali in occasione del gol pescarese, si becca il giallo al 29′ e mette un paio di pezze qua e là. Non il miglior Albiol. 5

F. Ghoulam: uno dei migliori nell’anonimato generale del primo tempo, nella ripresa tanti cross sbagliati e una flemmatica fase di non possesso. 5.5

M. Valdifiori: probabilmente la vera rivelazione di questa estate prima di questa sera: gioca con gli “infradito” nel primo tempo, indossa gli scarpini nella ripresa e imposta con una naturalezza e un carisma disarmante. Vorrebbe restare per riscattare la deludente stagione passata che ha visto Jorginho soffiargli (giustamente) il posto. Ce la farà? 6

M. Hamsik: capitano senza macchia e senza paura, si carica sulle spalle il peso
degli errori altrui in occasione delle reti subite. Suona la carica, ma non è ancora al meglio della condizione. 6 (dal 71′ P. Zielinski: si procura il (non) rigore concesso da Giacomelli e negato dall’addizionale Rocchi, è ordinato e preciso nei passaggi. 6)

Allan: rigido, quasi non ci si accorge della sua presenza sul terreno di gioco. 5

L. Insigne: atmosfera speciale per Lorenzo. Torna dove tutto ebbe inizio, quando l’intero mondo del calcio notò il cristallino talento di questo prodotto fatto in casa; ma è annebbiato, timido, scostante. Abbandona il campo senza lasciare traccia. 5
(dal 52′ D. Mertens: l’uomo della Provvidenza porta il suo nome. Impatto devastante sul match, gagliardo, ammattisce l’intera retroguardia pescarese con le sue immense qualità. Due gol, tanto merito a lui se la partita non è naufragata. 8)

J. M. Callejon: non è al meglio. Sfiora l’eurogoal ad inizio gara, poi si defila. 5.5

M. Gabbiadini: delude, un sussulto a inizio gara, si eclissa (quasi) subito. Esce incupito e inconcludente. 5
(dal 52′ A. Milik: affina l’intesa coi compagni, in continua crescita, il polacco ex Ajax dà quantomeno la sensazione (e non solo) di poterci stare in quella casella. 6.5)

M. Sarri: semplicità, applicazione, sacrificio e sagace ironia. Sarri è stato capace di tirare fuori il meglio da ogni giocatore, convincendoli a rendere sopra alle proprie possibilità, anche nei momenti di difficoltà: se non fosse stato per la Juve strabiliante della stagione appena conclusa, il mister di Figline avrebbe concretizzato un’impresa sportiva, umana e divina al tempo stesso. Il migliore acquisto fatto finora è aver confermato Sarri, l’uomo in più di questo Napoli.
“Io l’uomo in più del Napoli? Mi sembra una cazzata – ha dichiarato il mister azzurro alla vigilia del match -, la differenza la fanno sempre i calciatori. L’allenatore può darti qualche punto in più o in meno, per i miracoli c’è Padre Pio.” Stasera c’era Dries Mertens.
Il suo Napoli 2.0 non ha divertito, ma ha impressionato per lo spirito di sacrificio e la totale abnegazione alla causa. E pareggiato, dopo un tempo – e due gol – regalati. Andrà meglio in futuro. Intanto, il signore argentino nato in Francia è (già) un lontano ricordo. 6
PESCARA (4-3-2-1) – Bizzarri 6; Biraghi 6, Zampano 7, Coda 6 (71′ Zuparic 5.5), Gyomber 5.5; Memushaj 6 (64′ Manaj 6), Cristante 6.5, Brugman 6 (85′ Crescenzi sv); Benali 7.5, Verre 6.5; Caprari 7. All. M. Oddo 6.5.

Foto: rete