Un Napoli straripante, bellissimo, sontuoso e mai domo, in poche parole esagerato, ha espugnato il campo Bologna riportandosi, in attesa della sfida di martedì tra Roma e Fiorentina, al secondo posto in classifica con un punto di vantaggio sui giallorossi. Tennistico il risultato finale, un minimo di partita c’è stata solo in alcuni frangenti e prima del terzo gol azzurro, ma mai in definitiva il risultato è stato in bilico con la bilancia nettamente a favore della squadra di Sarri che sta continuando a deliziare per gioco espresso e gol fatti (tranne che in qualche circostanza sfortunata) confermando il miglior attacco della serie A con 55 reti. Solo applausi stasera, sugli scusi tutta la squadra che si è imposta con il piglio della formazione leader che l’ha praticamente chiusa in 5′ con le prime delle sette reti di Hamsik e Lorenzo Insigne. Le triplette del capitano e di Mertens hanno suggellato una supremazia quasi imbarazzante al cospetto di un’avversario mai in gradi di impensierire veramente la retroguardia partenopea. Per lo slovacco è arrivato il secondo posto nella speciale classifica dei marcatori di sempre: raggiunta quota 109 gol, superato Sallustro a 107 e Maradona a 115 è sempre più vicino! A sei passi dal Mito!
Peccato per i troppi pareggi: E’ c’è da mangiarsi le mani per i pareggi al San Paolo della squadra partenopea, a cominciare da quello di domenica scorsa contro il Palermo, senza dimenticare poi i mezzi passi falsi compiuti con Lazio e Sasuolo. Sei punti in più che avrebbero proiettato Sarri in zona Juventus, a tu per tu con Madame e a giocarsela per lo scudetto. Se questa squadra riuscisse a limitare i cali di tensione e a macinare vittorie su vittorie come una grande davvero nessun risultato sarebbe precluso. E invece ci sarà da lottare con Roma ed Inter per un posto in Champions diretta a meno che poi dalle parti di Vinovo non comincino a perdere terreno. In quel caso il Napoli dovrebbe farsi trovare pronto per approfittarne. Ma per il momento, nonostante l’entusiasmo per un’abbuffata esagerata, sono da evitare i voli pindarici con l’obiettivo che deve rimanere quello del secondo posto. E per ottenerlo ci sarà da evitare i passi falsi per ridurre al massimo gli errori.
Testa di Capitano: I primi 45′ al Dall’Ara sono stati da cardiopalma, non per deboli di cuore con gli azzurri che in poco più di cinque minuti si sono portati sul doppio vantaggio grazie alle reti di capitan Hamsik e di Insigne. Da applausi il colpo di testa ad incrociare del centrocampista slovacco per il vantaggio; velocissima la ripartenza (da calcio d’angolo Bologna e rimessa con le mani di Reina) per il raddoppio con Zielinski che ha offerto un assist al pennello ad Insigne che solo davanti a Mirante non ha sbagliato. In quel momento il Napoli, un po’ come a Milano e in generale come da ‘sindrome’ da appagamento, abbassa la guardia concedendo al Bologna, stordito ma non al tappeto, di affacciarsi con pericolosità dalle parti di Reina.
La manona di Pepe: Ed’è proprio il portiere azzurro che ci ha messo una pezza dopo l’ingenuo mani di Callejon che ha indotto Massa a concedere un calcio di rigore alla squadra di Donadoni. Sul dischetto Destro si è fatto ipnotizzare da Reina e da quel momento la partita è diventata incandescente: prima il rosso a Callejon per fallo di reazione, poi l’espulsione di Masina che ha ostruito Mertens lanciato a rete da un immenso Hamsik. Dal calcio di punizione dal limite lo stesso attaccante belga ha messo il sigillo per lo zero-tre che ha mandato in estati gli ottomila partenopei presenti sugli spalti. Tutto finito? Niente affatto, il Bologna nonostante i tre gol sul groppone ha continuato ad attaccare puntando in verità più all’aggressione dei centrali azzurri (Maksimovic il più pressato) che sulla concreta costruzione di gioco. Da una disattenzione della retroguardia partenopea (Reina reattivo sulla prima conclusione parata) arriva il gol di Torosidis che per qualche attimo ha dato ai felsinei l’illusione di riaprirla.
Immenso Mertens: Ma in agguato c’era sempre quel volpone di Mertens che anche stasera si è travestito alla grande da centravanti e ha fatto ammattire i difensori bolognesi con dribbling ubriacanti e conclusioni da ogni parte del campo. Da manuale anche il poker del Napoli arrivato proprio sul finire di tempo e quando Zdemaili (mai domo) e compagni hanno prodotto il massimo sforzo per riaprirla: ancora un assist sublime di Zielinski ha spianato la strada a Mertens che in velocità ha superato anche Mirante in uscita prima di depositare il pallone in rete. A quel punto i tifosi azzurri si sono lasciati andare in un esultanza liberatoria che ha sommerso anche i beceri cori razzisti di un pubblico sconcertante.
Tris Marek: Nella ripresa è saitoe in cattedra Hamsik che ha approfittato del calo ulteriore del Bologna in intensità e da campione è andato a poggiare la doppia zampata che ha umiliato gli avversari. E lo ha fatto nel modo più spettacolare possibile: con due tiri (il primo a giro, il secondo dalla distanza) meravigliosi che hanno strappato applausi dall’intero stadio. Un fuoriclasse indiscusso lo slovacco che si è portato a sei gol da Maradona, a caccia del record di gol.
La chiude Dries: E non poteva che essere lui a chiudere la giostra del gol, l’abbuffata emiliana in salsa partenopea che ha regalato una grande soddisfazione ai tanti tifosi accorsi allo stadio. Gli ingressi di Allan, Giaccherini e Rog hanno lasciato freschezza mentale all’undici partenopeo che fino alla fine ha cercato la via del gol con la cattiveria che forse è mancata in qualche circostanza. La fortuna aiuta gli audaci ed i caparbi: quasi allo scadere Mertens si è fatto trovare al posto giusto (dopo un fortunoso rimpallo al limite della sedici metri) per il sigilo dell’uno a sette. Dagli spalti solo i tifosi azzurri con ‘un giorno all’improvviso’. Quelli del Bologna da tempo avevano abbandonato le gradinate.
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