Inaugurazione del XXI Anno Accademico del Centro Universitario di “Ricerca Bioetica”. Ordinario di Chirurgia Generale Prof. Di Salvo: “Le difficoltà dello sviluppo medico moderno”

Inauguraz.-Ricerca-Bioetica-169x300 Inaugurazione del XXI Anno Accademico del Centro Universitario di "Ricerca Bioetica". Ordinario di Chirurgia Generale Prof. Di Salvo: "Le difficoltà dello sviluppo medico moderno"Ieri 23 Febbraio 2017, nell’aula “Pessina” della Università Centrale degli studi di Napoli Federico II, si è tenuta l’inaugurazione del XXI Anno Accademico del Centro Universitario di “Ricerca Bioetica”. Un campo di riflessioni sulle comuni questioni comportamentali, sollevate dal becero sviluppo della medicina dei giorni nostri. “Sollievo della sofferenza e rischio di accuse di malpractice”, il tema della riunione alla quale hanno preso parte il Direttore del CIRB, nelle vesti di introduttore, Claudio Buccelli e l’ex Direttore del medesimo, l’Ordinario di Chirurgia Generale dell’Università Degli Studi Di Napoli Federico II, Professor Enrico Di Salvo, in qualità di “Voce” da Maestro. L’invito alla partecipazione cerimoniale è stato esteso a diverse figure di Rettorato Universitario della Regione Campania, medici professionisti e docenti giurisprudenziali, pronti a sedersi al tavolo della Cultura. Il convegno si è aperto con la lettura di un testo, concernente problematiche relative a contesti, riguardanti lo sviluppo delle Scienze bio-medico moderne e la capacità d’interazione umana al fine della loro salvaguardia. Dalle esposizioni del testo narrativo, si può evincere la difficile realtà nella quale l’icona del Medico si incanala nel rapporto con il paziente:

…L’incontro con il terapeuta prescelto, segue oggi percorsi complessi – continua il Prof. Di Salvo -. Approfondimenti via internet per ricercare la propria patologia, conoscere vita e miracoli del sanitario, la casistica d’appartenenza, l’istituzione per la quale lavora e le verifiche incrociate con amici e conoscenti che hanno avuto lo stesso medico, lo stesso ospedale e la stessa malattia. Documentarsi è sempre una cosa buona e giusta, tutelarsi ancora meglio. Ma al tempo stesso è difficile non prendere in considerazione la fase della diffidenza, l’antitesi di quell’affidamento che dovrebbe essere la premessa di un corretto rapporto. Il malato entra nell’ambulatorio del Medico e sa quasi tutto di lui, mentre il medico di lui ancora nulla. In realtà quest’ultimo dovrebbe veder varcare la soglia dal suo paziente, accompagnato da persone prossime e che vengono a chiedere aiuto. Invece la diffidenza e la distrazione sono evidenti sin dagli sguardi, dall’atteggiamento di entrambi i protagonisti, rei magari di aver lasciato acceso il cellulare. La sacralità di questo approccio, forse per certi versi il punto più importante, peggiora inevitabilmente la situazione, quando il medico inquina la propria missione con il meccanismo di richieste economicamente salate ovvero offerte per una programmazione di ricovero che andrà per le lunghe, e che potrà essere sbloccata in un lasso di tempo piuttosto breve, risarcendo semplicemente chi di dovere. La più esecrabile delle conseguenze, consiste nel permettere ai più fortunati di scegliersi l’operatore e passare davanti a centinaia di pazienti che hanno la stessa patologia ed attendono con infinita pazienza di essere chiamati dallo stesso ospedale e tutto questo per il fatto di essere ricco e di poter pagare. Una vera Vergogna!”

Oltremodo il discorso viene ampliato, iniziando ad affrontare tematiche dal punto di vista legislativo della posizione del Medico. Tra queste la mancanza di responsabilità nell’esercizio della professione medica, che si riscontra in Italia e soprattutto al Sud in un’altissima percentuale di casi dove è stata assolta ogni accusa con archiviazione preliminare. La conclusione dunque,  è che il nostro Paese, assieme al Messico e la Polonia non prende in esame reati di colpa medica, percorrendo invece, la perseguibilità penale dell’errore clinico, equiparato ad un atto di delinquenza comune. Anzi spesso la posizione del medico viene messa in una fattispecie di reato che poi si rivela inconsistente di fronte ad un numero di denunce, pari a circa 30.ooo casi per anno.

L’augurio del Professor Di Salvo è quello di esercitare il mestiere attraverso la serenità e il coraggio di spezzare il filo spinato tra paziente e medico. La risposta a tutte le perplessità sta proprio nella reputazione del Professionista in quanto medico e dunque a tutela della salute del malato, indossando sempre con dignità e fierezza il proprio camice.

La cerimonia si è poi conclusa con la proclamazione di alcuni giovani studenti, vincitori dei Premi per Tesi di Laurea su argomenti di Bioetica.