Bello e impossibile! Potremmo definirlo così l’obiettivo secondo posto per il Napoli che inciampa sulla via Emilia contro il Sassuolo mancando clamorosamente una vittoria che sarebbe stata a dir poco fondamentale in chiave Champions diretta. Sfortuna (due pali che gridano ancora vendetta!), mancanza di concentrazione (harakiri di Hamsik con quel maledetto retropassaggio!) e pessimo arbitraggio di Damato (netto il rigore non assegnato su Mertens!) gli ingredienti che confezionano il casatiello post pasquale donato gentilmente a Di Francesco che ringrazia e si tiene stretto il punto contro l’avversario di rango. Sarri starà ancora imprecando per questi altri due punti lasciati per strada dopo i tanti successi in trasferta e la possibilità di sorpasso sfumata, sta di fatto che adesso l’impresa sembra ancora più ardua, quasi impossibile, con le gare dalla fine che diventano cinque e la sensazione di aver fallito il match meno impegnativo tra i restanti. Il rammarico è tanto, soprattutto dopo il vantaggio di Mertens che sembrava avesse messo in discesa la strada, ma in ogni caso i 90′ di Reggio Emilia rappresentano la cartina di tornasole della stagione del Napoli che improvvisamente stecca proprio quando pare poter spiccare il volo decisivo verso la consacrazione. Chi è causa delle proprie sciagure pianga se stesso, e il gruppo di Sarri di lacrime da coccodrillo ne sta versando parecchie perchè appare ancora una squadra bella a metà: straripante e da applausi dalla cintola in su, disastrosa nel reparto arretrato, fragile come un gigante dai piedi d’argilla. E’ da settimane che auspichiamo un’inversione di tendenza e qualche accorgimento in più davanti a Reina, lo ripeteremo all’infinito che il bel gioco e il calcio spumeggiante non sarebbe intaccato minimamente se ogni tanto si vedesse spazzare via la palla in tribuna invece di consegnarla ingenuamente agli avversari! Non chiediamo di stravolgere la filosofia di gioco e la mentalità offensiva sarriana, ma semplicemente di essere più concreti nei momenti di criticità nei novanta minuti per evitare di subire gol assurdi come quello di Berardi di oggi! Se si aggiunge a questo quella mancanza di determinazione, quella cazzimma più volte evocata, ci si arrabbia parecchio perchè pur volendo trovare le più plausibili giustificazioni al mancato successo c’è da dire che oggi in campo gli azzurri avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari e portare – con le buone o le cattive – i tre punti a casa. Questo avrebbe fatto una grande squadra matura e con la fame di vittorie, invece per l’ennesima volta ci tocca sottolineare quei limiti caratteriali e quegli atteggiamenti di superficialità che mai vorremmo porre in evidenza. Dispiace che l’errore forse decisivo e che ha rimesso il Sassuolo in partita sia venuto proprio da capitan Hamsik e che nel finale non ci sia stata poi la giusta reazione per ribaltare un risultato che alla fine è bugiardo. Il Napoli avrebbe meritato il successo anche alla luce della pessima direzione di Damato e delle occasioni sprecate, ma ci sono campi di gioco che inspiegabilmente si mostrano di difficile conquista ed avversari che tutti (ma proprio tutti!) battono, ma che al cospetto degli azzurri divengono insuperabili: uno di questi è proprio il Sassuolo che spesso ci ha fatto ingoiare bocconi amari sottraendoci punti decisivi. Senza fare calcoli e a testa bassa non rimane altro da fare che provare a vincerle tutte, a partire da domenica prossima a Milano contro l’Inter, avendo però adesso la consapevolezza che i preliminari sono quasi una realtà e che solo un regalo infiocchettato dalla capitale potrebbe sovvertire un verdetto che appare già scritto. In ogni caso mai mollare fino a quando le possibilità non siano pari a zero, che si provi a chiudere la stagione nel migliore dei modi, poi quel che sarà sarà, in fondo il Napoli deve prendersela solo con se stesso se ha gettato al vento tantissime occasioni con le piccole. Questo serva da lezione, per crescere finalmente e diventare grandi non solo nel gioco ma anche nei risultati!
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