In questo 2023 sono ormai tanti gli eventi sismici che si stanno registrando sul Vesuvio, che trema e fa allarmare i cittadini di Napoli e della provincia. Cosa sta accadendo? Scopriamo cosa ci dicono gli esperti e se davvero c’è da allarmarsi.
Il Vesuvio trema ormai da mesi, ci dobbiamo preoccupare? Questa la domanda che tantissimi cittadini napoletani e della provincia stanno cominciando a porsi dopo le scosse che si stanno ripetendo da inizio anno. Da inizio gennaio 2023 infatti, diversi eventi sismici di piccola entità sono stati registrati sul Vesuvio, il vulcano campano noto per essere “dormiente” ma pur sempre attivo.
Questa notizia ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti dell’area che potrebbero essere colpiti dalle conseguenze di un’eventuale eruzione. Tuttavia, Francesca Bianco, ex direttrice dell’Osservatorio vesuviano di Napoli e attuale responsabile del Dipartimento vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica, ha rassicurato la popolazione spiegando che queste scosse sono dovute a fratture superficiali del cratere e non sono correlati ai movimenti del magma.
Il Vesuvio trema: la preoccupazione degli abitanti e la risposta degli esperti
Quindi non si tratterebbe di segnali di un’eruzione imminente. Il Vesuvio si sta ancora raffreddando dall’ultima eruzione del 1944 e sta “compattando tendendo ad abbassarsi”, il che produce una fratturazione superficiale della crosta con scosse di lieve entità. Anche l’isola di Ischia, di origine vulcanica come la maggior parte delle isole del Tirreno, sta vivendo lo stesso fenomeno di abbassamento del Vesuvio.
È interessante notare che il Vesuvio ha una storia geologica antica, che risale a 400.000 anni fa, quando l’area era interessata da intensa attività vulcanica, e 39.000 anni fa ci fu un’eruzione “colossale” che emise fino a 15 km cubi di magma. Niente paura, quindi, secondi gli esperti. Che non fanno scattare nessun allarme.