Il Castel dell’Ovo, tra i simboli assoluti della città di Napoli, attira ogni giorno tantissimi napoletani e turisti. Il salto nel tempo in un passato medievale, la splendida vista del Golfo della città e l’ingresso gratuito sono tra i motivi che maggiormente attraggono parecchie persone ogni volta.
Napoli, la leggenda sul Castel dell’Ovo
Quel che non tutti sanno, però, almeno le nuove generazioni, esiste una leggenda sul castello. Secondo quanto si racconta, il nome dell’edificio deriverebbe dal fatto che il poeta latino Virgilio avrebbe nascosto nelle sue segrete un uovo magico in grado di mantenere in piedi l’intera fortezza. La sua rottura avrebbe causato non solo il crollo del castello, ma anche una serie di rovinose catastrofi alla città di Napoli.
La storia del Casale dell’Ovo risale al XII secolo, quando l’edificio fu costruito dai Normanni come parte della cinta muraria che difendeva la città di Napoli. Nel corso dei secoli, l’edificio subì numerose trasformazioni e modifiche, fino ad assumere l’aspetto attuale nel XVI secolo, sotto il regno di Carlo V.
Durante il XIV secolo, al tempo di Giovanna I, il castello subì ingenti danni a causa del crollo parziale dell’arco sul quale è poggiato e, per evitare che tra la popolazione si diffondesse il panico per le presunte future catastrofi che avrebbero colpito la città, la regina dovette giurare di aver sostituito l’uovo magico di Virgilio.
Oggi, il Casale dell’Ovo ospita un centro culturale che organizza eventi e mostre d’arte contemporanea. La sua posizione privilegiata, affacciata sul mare e con vista sul Vesuvio, lo rende uno dei luoghi più suggestivi della città partenopea.