Il gioco delle carte napoletane è un passatempo che affascina grandi e piccini da secoli. Le origini delle carte da gioco sono molto antiche e incerte, ma sembra che siano state introdotte in Europa dai commercianti arabi, che le avevano apprese dagli indiani e dai cinesi. Inizialmente, le carte da gioco erano utilizzate per la divinazione e solo successivamente diventarono un passatempo popolare.
Carte napoletane, storia e cosa rappresentano
Sotto la dominazione spagnola, le carte da gioco ebbero un successo tale che con i Borbone fu addirittura istituita un’imposta su ogni mazzo prodotto o venduto in città. Un mazzo di carte napoletane è costituito da 40 carte con quattro semi: Coppe, Spade, Denari e Bastoni. Ogni seme contiene dieci carte numerate da 1 a 7, e tre figure: Fante, Cavaliere e Re. Il fante rappresenta l’otto, il cavaliere (detto comunemente cavallo) il nove e il re il dieci.
Secondo un’ipotesi molto diffusa, le versioni delle carte napoletane rappresenterebbero le classi sociali del Medioevo: le Coppe rappresenterebbero il clero, i Denari i mercanti, le Spade i soldati e i Bastoni i contadini. La somiglianza tra le carte napoletane e quelle dei Mamelucchi, un antico popolo egiziano, conferma l’origine orientale delle carte napoletane. I semi delle carte dei Mamelucchi erano simili a quelli delle carte napoletane.