L’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto) ha espresso la propria indignazione contro la Regione Campania. In particolare il disappunto è arrivato contro la delibera della Giunta n. 189 del 19 aprile 2023. In una riunione del comitato direttivo campano, tenutasi l’8 maggio, l’ANED ha esaminato attentamente i contenuti della delibera e ha espresso la propria delusione nei confronti della Giunta Regionale per le seguenti ragioni.
In primo luogo, la delibera regionale ha determinato un peggioramento della qualità delle cure e della sicurezza dei pazienti in dialisi nei centri privati accreditati di tutta la Regione. Questa situazione è stata causata da un provvedimento contraddittorio che, nel tentativo di rispondere ad una richiesta di adeguamento finanziario delle strutture private accreditate, ha scaricato tutto il peso sul personale infermieristico e peggiorato le condizioni di cura dei malati dializzati in modo vergognoso.
In secondo luogo, le decisioni prese nella delibera sono state assunte senza la consultazione delle associazioni dei pazienti, in primis l’ANED, che da oltre 50 anni opera al fianco dei pazienti e collabora attivamente con le istituzioni a tutti i livelli. Non sono stati coinvolti e informati preventivamente neppure i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori che legittimamente stanno elevando la loro protesta contro i provvedimenti della Giunta Regionale.
L’ANED contro la Regione Campania: “Provvedimento che peggiora il diritto alla salute”
In terzo luogo, il rapporto del numero degli infermieri 1 ogni tre pazienti è un riferimento costante per la generalità delle regioni nei criteri di accreditamento per la dialisi. In Campania, già attestata sul discutibile rapporto 1 ogni 4 pazienti, si passa pericolosamente a 1 ogni 5. Ciò comporta un forte peggioramento del rapporto medico paziente e del ruolo fondamentale del direttore sanitario nefrologo che potrà essere utilizzato in due centri anziché in uno come nella situazione attuale.
L’ANED ritiene opportuno sottolineare che le problematiche emerse in questi giorni abbiano cause profonde che vanno al di là del contingente aumento dei costi delle bollette, che poteva e doveva essere affrontato senza prendere di mira i pazienti. La Regione Campania contesta i propositi di autonomia differenziata del Governo in carica, perché colpirebbe i diritti dei cittadini; nella pratica si rende protagonista di un provvedimento che peggiora il diritto alla salute uniforme per tutti. Di fatto accetta e, in questo caso, peggiora la situazione dell’80% dei pazienti in dialisi curati nelle strutture private, come se fossero malati di serie B.
L’ANED afferma che i malati cronici in dialisi sono tutti ugualmente segnati da una malattia irreversibile e hanno diritto alle stesse cure e alla stessa sicurezza a prescindere dalla natura pubblica o privata della struttura.