C’è apprensione a Napoli dopo l’ennesimo sciame sismico che ha colpito nella notte la zona dei Campi Flegrei. Ancora terremoti che non lasciano tranquilli la popolazione del posto. Cosa sta accadendo e quali sono i provvedimenti da parte delle autorità? Scopriamo tutti i dettagli.
Nella notte, un forte sciame sismico ha interessato la zona dei Campi Flegrei. L’Osservatorio Vesuviano ha registrato 9 terremoti, 4 dei quali di magnitudo superiore a 1.0. La scossa più forte, di magnitudo 2.8, si è verificata alle 00.33, con epicentro situato in prossimità di via Solfatara, nel comune di Pozzuoli, ad una profondità di 2,3 km.
L’evento è stato avvertito dalla popolazione di Pozzuoli e dei quartieri flegrei del comune di Napoli, ma non ci sono state segnalazioni di danni a persone o cose. La sequenza sismica è terminata alle 00.38 con un’ultima scossa di magnitudo 1.6. Le autorità locali, come la Polizia municipale di Pozzuoli e i volontari della Protezione Civile, hanno perlustrato le aree circostanti l’epicentro per verificare eventuali danni.
Non si registrano danni a persone o cose, ma i controlli e attenzione rimangono alti. Questo è il secondo sciame sismico che ha interessato la zona dei Campi Flegrei in soli due giorni. Infatti, la notte tra il 7 e l’8 maggio, l’Osservatorio Vesuviano aveva già registrato 5 terremoti, con l’evento più significativo di magnitudo 3.4, con epicentro sempre nella zona di Solfatara e ad una profondità di 2.7 km.
Terremoti Campi Flegrei, cosa sta accadendo in quella zona: il fenomeno del bradisismo
I Campi Flegrei rappresentano una vasta area di origine vulcanica che si trova nel golfo di Pozzuoli. Questa area vulcanica è caratterizzata dalla presenza di una grande caldera, che si è formata dopo il collasso di un supervulcano circa 39.000 anni fa.
Questa eruzione è stata considerata la più violenta che si sia mai verificata in Europa negli ultimi 200.000 anni. L’ultima grande eruzione del sito è avvenuta nel corso di una settimana nel 1538, quando dall’abbondante materiale espulso si è formato l’attuale vulcano, il monte Nuovo. La zona dei Campi Flegrei è nota anche per il fenomeno del bradisismo, che è legato all’attività vulcanica.
Questo fenomeno consiste nel sollevamento e abbassamento del suolo, che avviene relativamente lentamente sulla scala dei tempi umani (1 cm all’anno), ma molto velocemente rispetto ai tempi geologici. A causa del rischio vulcanico elevato, l’Osservatorio Vesuviano monitora costantemente la zona dei Campi Flegrei.
Sebbene il Vesuvio sia considerato uno dei vulcani più pericolosi, attualmente si trova in uno stato di quiescenza e il suo livello di allerta è verde. Questo perché non sono state rilevate variazioni significative di attività. Invece, per i Campi Flegrei, l’allerta è gialla con l’area da tenere costantemente sotto osservazione.