‘O sarracino, uno dei simboli assoluti della musica e in generale della cultura napoletana. Un testo che ha accompagnato generazioni intere, vecchie e anche nuove, destinato a restare nella memoria partenopea in eterno. Ma chi è realmente tale saracino? Chi rappresenta questa canzone che rappresenta una cartolina per Napoli?
Scritta nel 1958 dal fortunato sodalizio artistico tra Renato Carosone e Nisa, al secolo Nicola Salerno, il testo fa riferimento a un saraceno, termine con cui si era soliti indicare i musulmani provenienti dall’oriente, o più in generale gli arabi, che a partire dal IX-X secolo hanno popolato le coste meridionali dell’Italia.
‘O sarracino, la storia della canzone di Carosone e Nisa
Tuttavia l’idea di partenza del brano era proprio quella di uno sbarco di un affascinante uomo orientale di colore desiderato da tutte le donne, ma in seguito gli autori preferirono che il protagonista della canzone fosse un napoletano, abbronzato, con la apparenze straniere, con la collana d’oro e comunque capace di attirare le attenzioni di tutte le donne di Napoli. Il “sarracino” fu lasciato più come parodia che come effettiva provenienza geografica.
Ovviamente, alla base della canzona, non vi era un vero e proprio personaggio di riferimento se non, come detto, l’idea collettiva dello straniero arabo che è poi passata a quella del napoletano mediterraneo che, a prescindere da tutto, vanta comunque tratti simili e un colorito di pelle non propriamente chiaro. Poi il resto si sa: va in giro per Napoli, tutto smargiasso, con le donne che restano senza fiato.