Vi siete mai chiesti perché in questi giorni a Napoli ed in larga parte della Campania sta piovendo sempre allo stesso orario? Anche quando la giornata sembra di quelle belle e soleggiate, con le temperature alte, arrivati all’orario di pranzo, dalle 13.00 in poi, il tempo all’improvviso si guasta. Portando pioggia e forti temporali.
Questo fenomeno si sta ripetendo con una certa frequenza anche in questa parte finale di maggio. E con molta probabilità andrà avanti anche per l’inizio di giugno. Adesso ci accorgiamo subito di questo aspetto del meteo con le mattinate soleggiate, mentre prima il cattivo tempo generale senza schiarite ci impediva di cogliere questo particolare.
Che a Napoli ha un nome ben preciso: a trubbéa d”e ccerase. Questa espressione colorita dal dialetto sta ad indicare un improvviso cambiamento delle condizioni del tempo, che peggiorano rapidamente. Il riferimento alle ciliegie è facile da comprendere perché fa riferimento alla maturazione di questo frutto che avviene proprio a maggio.
Cos’è la trubbéa d”e ccerase
Questo fenomeno rappresenta una situazione meteorologica tipica dell’estate, causata dalla presenza di umidità intensa che fa evaporare l’acqua calda del mare verso le regioni superiori e fresche dell’atmosfera.
Di conseguenza, si formano temporali che si spostano in modo irregolare lungo le coste del Mar Tirreno, portando un sollievo benvenuto alla terra arida, alle piante assetate, alle terrazze e alle strade polverose.
Con forti raffiche di vento e piogge torrenziali, questi temporali scuotono gli alberi infuocati dal caldo. Un fenomeno che si verifica ogni anno, e sempre nel periodo estivo, in particolare giugno e luglio. E puntualmente a metà giornata, quasi sempre dopo una mattinata di caldo intenso.
La “trubbèa delle cerase” si riferisce al temporale estivo, che coincide con il periodo della raccolta delle ciliegie. È un acquazzone violento che giunge trasportato da venti impetuosi, scaricando una preziosa quantità di acqua e poi dissolvendosi, permettendo al sole di ritornare protagonista della giornata.
A trubbéa d”e ccerase, l’origine di questo antico modo di dire napoletano
Questa espressione è composta da due parole di origine greca: “trubbéa” o “trubbéja”, che deriva dal sostantivo greco “tropaía” che significa “tempesta”, e “cerase”, che in singolare corrisponde a “ciliegia”.
La variante napoletana “ceràsa” invece rappresenta il plurale neutro del latino “cèrasum”, che a sua volta deriva dal greco “Keràsion”, associato alla città di Cerasunte, situata nell’attuale Turchia del Ponto. Si ritiene che i primi frutti e alberi siano arrivati in Italia proprio da questa regione.
Tutto ciò è un ulteriore esempio della persistenza della cultura marinara greca, anche nelle terminologie pratiche e tecniche della vita quotidiana, che continua ad essere viva e presente nella cultura del Sud Italia.
Contrariamente a chi considera il Greco e, ancor più, il Latino come lingue morte, questa dimostrazione evidenzia come queste influenze linguistiche siano ancora ben radicate nella regione.