La Campania detiene un teiste record. A svelarlo è il report ‘Le equilibriste‘ di Save the Children che ha evidenziato la difficile situazione delle donne e mamme, con scarsi servizi di supporto e anche un elevato tasso di mortalità infantile. La regione si posiziona al penultimo posto nella classifica nazionale, evidenziando la necessità di interventi a lungo termine.
Il risultato del report annuale “Le equilibriste” realizzato da Save the Children, è emersa una situazione molto preoccupante per le mamme che vivono in Campania, evidenziando una delle situazioni più difficili per le donne che hanno figli.
Il prospetto è stato pubblicato nel mese di maggio nella sua edizione del 2023, il rapporto evidenzia come la Campania si posizioni al penultimo posto, ventesima su ventuno regioni italiane. Il report si basa su sette indicatori che valutano alcuni aspetti, come le prospettive lavorative per le donne con figli, la disponibilità di asili nido e la presenza di consultori.
Il quadro emerso è tutt’altro che positivo. Considerando 100 come indicatore di sufficienza, la regione campana ha ottenuto un punteggio inferiore a 88, superando solamente la Basilicata nella classifica.
Campania, la difficile posizione delle mamme. Il triste report
Antonella Inverno, responsabile politiche infanzia e adolescenza di Save the Children, ha spiegato che in Italia il mercato del lavoro purtroppo discrimina in modo pesante le donne in generale, in particolare quelle che hanno figli. In molte circostanze queste le madri sono costrette a rinunciare al lavoro, riduzione di orario, rischiando in molti casi il licenziamento.
La situazione dei servizi dedicati alle famiglie non è migliore. Il numero di asili nido nella regione è estremamente limitato e lontano da un livello soddisfacente. “Riuscire a trovare un posto in un nido è un privilegio riservato a pochi. Solo il 13% dei bambini riesce ad accedervi, e in Campania questa percentuale è ancora più bassa“, ha dichiarato Inverno.
Le difficoltà che le donne affrontano si riflettono inevitabilmente sulla qualità di vita dei loro figli. Al Sud, rispetto al Nord, persiste una mentalità profondamente patriarcale in cui l’uomo raramente viene coinvolto in modo paritario nella crescita dei figli. Questa mentalità trova riscontro anche nella legislazione italiana, che prevede un congedo di paternità di soli 10 giorni, a differenza di Paesi europei più avanzati.
Un ulteriore aspetto di preoccupazione riguarda il tasso di mortalità infantile, che in Campania è superiore rispetto alla media nazionale. Nel 2020, l’indice di mortalità infantile campano era di 3,31 rispetto al valore italiano di 2,51.