Uno studio condotto dall’University College London e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha rivelato dati allarmanti sul vulcano dei Campi Flegrei, nella regione campana.
Utilizzando un modello sulla fisica delle fratture delle rocce, gli scienziati hanno analizzato i recenti terremoti e il sollevamento del suolo nel vulcano, giungendo a una conclusione preoccupante.
Lo studio fornisce una nuova comprensione della situazione vulcanica nei Campi Flegrei, ma gli scienziati continuano a monitorare attentamente l’area per raccogliere ulteriori dati e informazioni che possano aiutare a prevedere l’evoluzione futura del vulcano e garantire la sicurezza delle persone che vivono nelle vicinanze.
Secondo uno studio di ricerca pubblicato su Communications Earth & Environment, alcune parti del vulcano dei Campi Flegrei mostrano una deformazione significativa. Ciò indica che le rocce sono diventate più fragili e meno elastiche nel corso del tempo, aumentando il rischio di fratturazione.
Questa situazione potrebbe creare fratture che si estendono dalla profondità della caldera fino alla superficie, aumentando le probabilità dell’eruzione della Solfatara.
Campi Flegrei, eruzione della Solfatara: i dettagli della clamorosa e preoccupante scoperta dello studio INGV
I Campi Flegrei, una depressione punteggiata di crateri vulcanici che si estende dalla collina di Posillipo a Monte di Procida, rappresentano un’area geografica di grande interesse scientifico, comprensiva di 40 vulcani, tra cui la Solfatara di Pozzuoli.
Nonostante non vi sia attualmente un‘eruzione in corso, i Campi Flegrei sono caratterizzati da un’attività vulcanica di fondo, che si manifesta attraverso frequenti terremoti di lieve entità causati dalla deformazione del suolo.
Il nuovo studio conferma che i Campi Flegrei, la Solfatara di Pozzuoli su tutti, negli ultimi tempi, si stanno avvicinando al punto di rottura.
Tuttavia, ciò non significa che un’eruzione sia inevitabile. La rottura potrebbe aprire una fessura nella crosta, ma affinché quest’ultima avvenga, il magma deve trovare il percorso giusto per risalire in superficie.
Nel corso degli ultimi dieci anni, il suolo sopra la Solfatara nella zona di Pozzuoli si è sollevata di circa 10 cm all’anno. Inoltre, si sono verificati persistenti microterremoti, con più di 600 eventi registrati solo nel mese di aprile 2023.
Secondo gli esperti, i movimenti dei fluidi, compresi il magma e il gas vulcanico, a circa 3 km di profondità nel sottosuolo, si insinuano nelle fessure delle rocce, deformandole come una spugna. La frequenza e il tipo di terremoti suggeriscono che le rocce stiano reagendo in modo non elastico, rompendosi invece di piegarsi.
Tuttavia, gli studiosi sottolineano che un’eruzione potenziale potrebbe anche essere preceduta da segnali di maggiore calma, come una riduzione nell’intensità dei terremoti e nel sollevamento del suolo.