Rudy Garcia ha lasciato un ottimo ricordo nella sua esperienza in Italia alla Roma. Il neo tecnico del Napoli, il primo francese della storia sulla panchina azzurra, sta già facendo discutere i tifosi, che si sono divisi tra quelli che pensano che anche lui possa fare bene nel dopo Spalletti e chi invece è rimasto deluso.
In tanti si aspettavano qualche nome altisonante per guidare nella prossima stagione i campioni d’Italia. Sta di fatto che la scelta di Aurelio De Laurentiis sembra essere ponderata e studiata nei minimi dettagli. E considerando che il patron azzurro difficilmente ha sbagliato un tecnico nella sua storia a Napoli, la fiducia appare d’obbligo.
Anche perché con Garcia si parla di un allenatore esperto e di carattere, che ha una gran voglia di rivalsa e di far bene nel calcio italiano. Insomma, uno che a 59 anni ha ancora tanta fame e non sembra per niente arrivato. La sua esperienza in Arabia Saudita si è conclusa anticipatamente per contrasti con Cristiano Ronaldo.
Adesso riparte da Napoli con una gran voglia di vincere e di rimettersi in discussione, come ha anche dichiarato sui social nelle scorse ore.
Rudi Garcia, il gesto che del violino che nessuno ha dimenticato
Il nuovo allenatore del Napoli in passato ha fatto discutere parecchio per dei suoi comportamenti sulla panchina dei giallorossi. Sia per delle frasi che per degli atteggiamenti che all’epoca fecero discutere. Chi non ricorda il suo “Abbiamo messo la chiesa al centro del villaggio” dopo una vittoria in un derby con la Lazio?
O il gesto del violino a bordo campo durante un Juventus – Roma, con Gianluca Rocchi direttore di gara. Parliamo del 5 ottobre del 2014 e la sua squadra si trovava a lottare per lo scudetto contro i bianconeri. Per un presunto fallo di mano di un suo giocatore che costò un calcio di rigore contro il tecnico francese mimò quel gesto.
“Il violino è rimasto nell’armadio quando ho lasciato l’Italia. Mi venne istintivo, volevo difendere la mia squadra da quello che ritenevo fosse un torto”. Questo il commento dell’allenatore che a distanza di anni non ha dimenticato quella partita. Il motivo? Semplice: l’allenatore pensava che quel tocco di mano fosse avvenuto all’esterno della sedici metri, e che Rocchi avesse preso un grosso abbaglio.
Adesso che sta per cominciare la sua avventura a Napoli in parecchi sono curiosi di vederlo all’opera anche a bordo campo.