Oggi 19 giugno è una data particolare per il Napoli di Aurelio De Laurentiis. La società partenopea, dopo un’annata speciale culminata con la conquista dello scudetto, si appresta a presentare il nuovo allenatore.
Sarà Rudi Garcia a prendere il posto di Luciano Spalletti sulla panchina degli azzurri, che anche per il prossimo anno vorranno rimanere protagonisti in Italia ed in Europa.
C’è tanta attesa nei confronti del nuovo tecnico che oggi comincerà ufficialmente la sua avventura all’ombra del Vesuvio.
Non sono mancati i malumori di parte della tifoseria che si aspettavano un nome diverso per il dopo Spalletti, ma anche rispetto delle scelte della società.
Che proprio sull’allenatore, con De Laurentiis presidente, non ha quasi mai sbagliato un colpo, trovando tecnici sempre all’altezza della situazione.
Accadde oggi: il 19 giugno una data non felice per il Napoli
Ci sono tante date memorabili nel cuore dei tifosi del Napoli, che sono entrate nei cuori della folla perché hanno rappresentato successi importanti. Ma quella di oggi non è tra queste. Infatti il 19 giugno il Napoli di ADL muoveva dopo il fallimento i primi passi.
Dall’inferno della serie C nella stagione travagliata 2004/2005 si tentava il passaggio in serie B. Nulla da fare per il primo posto conquistato dal Rimini.
Gli azzurri si piazzarono al terzo posto alle spalle dell’Avellino, qualificandosi per i play off. Dopo aver eliminato la Sambenedettese di un emergente Ballardini (con Amodio e Bogliacino in squadra, poi diventati azzurri) arrivò proprio l’Avellino.
Per una finale tutta campana che vide l’andata all’ex stadio San Paolo, oggi Maradona, chiudersi per 0-0. Tutto rinviato al ritorno al Partenio.
19 giugno 2005: la finale persa con l’Avellino
In quel 19 giugno 2005 il Napoli di Edy Reja, subentrato a Ventura, il Napoli di Calaiò Grava e Pampa Sosa subì la prima e cocente delusione sotto la presidenza De Laurentiis. Perdendo la finale col risultato di 2-1.
Il napoletano Biancolino sul finire di primo tempo portò gli irpini in vantaggio. Dopo che l’azzurro Capparella per due volte fallì incredibilmente il vantaggio azzurro.
Nella ripresa il rigore trasformato da Moretti portò i biancoverdi sul 2-0. Inutile la rete del Pampa Sosa che fissò il risultato sul 2-1 per i padroni di casa.
Che festeggiarono il successo lasciando all’inferno gli azzurri. Che poi nei due anni successivi ottennero due promozioni di fila tornando in serie A, con un anno di ritardo rispetto ai programmi.
Oggi che si parla di scudetto e Champions quel ricordo sembra davvero lontano. Eppure bisogna tener presente che il Napoli è partito proprio da li, da Gela e Martinafranca, prima di arrivare nell’olimpo del calcio italiano ed europeo.