Nell’estremo occidente della provincia di Avellino, precisamente ad Avella, si trova Via dei Mulini, al confine con il comune di Roccarainola, nell’area del nolano.
Siamo ad una trentina di chilometri da Napoli, dove si trovano i resti di un antico acquedotto romano. Lungo questa strada si possono ammirare quattro mulini.
Meta di tanti turisti da tutta Italia, in questo luogo magico si può percorrere un itinerario storico-naturalistico che fa parte dal Parco Archeologico e che permette ai visitatori di esplorare l’Anfiteatro Romano.
Ma anche di attraversare una pineta attrezzata e arrivare alle suggestive grotte rupestri di San Michele. L’acquedotto, composto da una sezione inferiore e una superiore, segue il corso del fiume Clanio.
L’acquedotto e i mulini ad acqua
L’acquedotto inferiore, che si dirige verso Capo di Ciesco, punta verso sud-ovest, mentre quello superiore si trova dietro il Mulino nuovo ed è realizzato in calcare e malta, con una scanalatura sul piano di scorrimento.
Questo acquedotto, noto come l’acquedotto di San Paolino, fu costruito su richiesta del santo stesso, e i suoi resti risalgono all’epoca tardo-romana.
I primi mulini ad acqua comparvero durante l’età imperiale romana, mentre nel medioevo il loro utilizzo divenne comune. Funzionavano con una ruota orizzontale e ricevevano acqua indirettamente dal fiume Clanio attraverso l’acquedotto di San Paolino.
Insomma, un’esperienza assolutamente suggestiva ed unica, che permette di visitare uno dei luoghi archeologici poco conosciuti della nostra regione. Ma allo stesso tempo dal valore artistico importante.
Poco distante un altro luogo magico
Sempre nella zona di Avella, ma spostandoci leggermente, troviamo la suggestiva località di Acquapendente, situata a circa 530 metri sul livello del mare.
È possibile raggiungerla attraverso il sentiero CAI 230, partendo dal parcheggio “Castellana” e proseguendo lungo Via dei Mulini fino ad arrivare a Capo di Ciesco (a 320 metri).
Qui si svolta a sinistra per intraprendere il sentiero CAI 230, che conduce a Campo San Giovanni e al Santuario di Montevergine. Il percorso è vario, alternando tratti asfaltati, ghiaiosi e sabbiosi, con pendenze dolci che costeggiano canali d’acqua.
Una volta raggiunto l’obiettivo di Acquapendente, l’escursione prosegue attraverso una breve e ripida bretella costituita da gradoni sostenuti da tronchi trasversali. Da qui si può ammirare lo spettacolo delle meravigliose cascate create dalle acque, un autentico tesoro della natura.