La festa dei Gigli di Nola sta per entrare nel vivo, con le giornate di sabato 24 e domenica 25 che rappresenteranno il clou dello storico evento. Sentitissimo in tutta la provincia di Napoli. Tra gli obelischi e la folla ci sarà un vero “idolo” da venerare.
Parliamo di San Paolino, patrono di Nola e protagonista assoluto di questi giorni di festa. Il suo culto è fortissimo non solo nella cittadina napoletana ma anche all’estero.
E la sua storia è davvero affascinante. Anche perché prima di diventare Santo, Paolino è stato un uomo straordinario, che ha legato la sua vita alla fede ma non da subito.
San Paolino, la sua storia affascinante
San Paolino di Nola, un uomo di straordinaria vita e fede, dimostrò che qualsiasi ruolo o condizione nella società può diventare un mezzo per diffondere un amore infinito nel corso della storia.
Nato a Bordeaux nel 355 da una famiglia di nobili origini, ebbe un futuro promettente nella politica, raggiungendo la carica di governatore della Campania.
Tuttavia, il suo cammino prese una svolta significativa quando si avvicinò al cristianesimo e si fece battezzare all’età di circa 25 anni.
Durante il suo percorso di fede, ebbe il privilegio di instaurare un profondo legame di amicizia con due figure eminenti: sant’Ambrogio e sant’Agostino. Queste influenze spirituali lo ispirarono a intraprendere una strada di dedizione totale a Dio.
Il matrimonio con Therasia
Durante un viaggio in Spagna, Paolino incontrò e sposò Therasia. Tuttavia, la gioia familiare fu fugace a causa della prematura morte del loro unico figlio, Celso.
Questa tragica perdita li spinse a riconsiderare la direzione delle loro vite. Di comune accordo, decisero di rinunciare alle loro ricchezze e si ritirarono in una vita monastica nella regione della Catalogna.
Paolino, dopo essere stato ordinato sacerdote, scelse di stabilirsi nella sua amata Campania, dove conquistò il cuore della popolazione con la sua generosità e attenzione verso gli emarginati.
Tra le sue molte opere, dedicò grande impegno alla costruzione di un ospizio per i poveri, fornendo loro assistenza materiale e spirituale.
L’arrivo a Nola
La sua dedizione e il suo amore per il prossimo gli valsero grande rispetto e ammirazione, tanto che nel 409 fu acclamato vescovo di Nola.
Durante il suo episcopato, Paolino si distinse per la sua profonda spiritualità e per il suo costante impegno a promuovere l’amore e la giustizia sociale nella comunità.
San Paolino di Nola si spense nel 431, lasciando dietro di sé un’eredità duratura. La sua vita fu un esempio di servizio disinteressato e di amore verso gli altri.
Ancora oggi, la città di Nola celebra la sua memoria con la Festa dei gigli, un’occasione speciale in cui si ricordano i fiori che accolsero il suo ritorno dopo un periodo di prigionia in Africa.