Obelisco dell’Immacolata a Napoli: il monumento avvolto nel mistero

Obelisco dell'Immacolata

Tra i tanti e meravigliosi monumenti storico-artistici della città di Napoli spicca “L’Obelisco dell’Immacolata“, un enigmatico monumento  è avvolto da un velo di mistero che suscita la curiosità dei visitatori.

Questo imponente monumento barocco si erge in Piazza del Gesù di fronte alla maestosa Chiesa e rappresenta un’icona di rilievo nell’arte e nella cultura napoletana.

La cima dell’obelisco è coronata da una guglia che raffigura la Vergine Maria, conferendogli un significato spirituale e simbolico.

La devozione alla Vergine Maria viene onorata ogni 8 dicembre a Napoli. In questa data, il sindaco depone una corona di rose tra le mani della statua, un gesto che si ripete dal 1818 su volontà del papa Pio VII e del re Ferdinando I di Borbone.

Napoli, L’Obelisco dell’Immacolata: il mistero che si nasconde dietro una storia affascinante

L’Obelisco dell’Immacolata fu realizzato a Napoli nel corso del XVIII secolo, durante il regno di Carlo di Borbone e sua moglie Maria Amalia di Sassonia, che erano profondamente devoti alla Vergine Maria.

Per diffondere il culto mariano tra i gesuiti e la popolazione napoletana, promossero un concorso pubblico per selezionare il progetto migliore per l’erezione di un monumento dedicato all’Immacolata Concezione.

Nel 1748, l’opera fu completata e l’Obelisco dell’Immacolata si erse con la sua imponente struttura piramidale.

La struttura si compone di un basamento circolare e tre ordini sovrapposti, culminando con la delicata scultura bronzea raffigurante l’Immacolata, opera del talentuoso scultore Francesco Pagano, realizzata intorno al 1753. Questa statua fu probabilmente collocata sulla cima della guglia qualche tempo dopo la sua creazione.

Tuttavia, ciò che rende l’Obelisco dell’Immacolata ancora più affascinante è l’elemento del mistero che lo circonda. Secondo una leggenda popolare, al calare della penombra, la statua sembra assumere un aspetto differente. Se osservata da dietro, si ha l’impressione di essere scrutati, ma non più dalla Madonna.

Il velo che copre il capo della statua, visto da questa prospettiva, sembra trasformarsi in un volto stilizzato, con lo sguardo rivolto verso il basso e il cappuccio che ne nasconde i tratti.

Questa rappresentazione è interpretata da alcuni come l’apparizione della Morte stessa, con la sua gobba e lo scettro in mano. Le spiegazioni su questo enigma variano: alcuni lo attribuiscono a influenze massoniche, altri lo collegano a significati religiosi.

Alcuni sostengono che possa essere una leggenda diffusa dai Sanseverino, antichi proprietari del palazzo che in seguito divenne la Chiesa del Gesù Nuovo, e che furono condannati alla confisca dei loro beni per aver preso parte a una congiura contro re Ferrante D’Aragona.