Albicocche del Vesuvio, ci sono 100 varietà: quali le migliori

Albicocche del Vesuvio

Tra i frutti estivi più rinomati del territorio napoletano ci sono anche le albicocche. Di questo frutto ne conosciamo diverse tipologie che crescono sulle piante del Vesuvio e se assaggiate trasferiscono al nostro palato, un sapore irresistibile.

Le succulente albicocche del Vesuvio, rinomate per il loro gusto straordinario, hanno una storia antica che affonda le radici nell’epoca romana. Giunte in Italia dall’Armenia e dalla Grecia, queste frutta hanno conquistato il cuore dei Romani.

Nel dialetto napoletano sono chiamate Crisommole, un termine che richiama l’origine greca e il loro splendore dorato. Infatti, i frutti, appesi agli alberi che punteggiano le pendici del Vesuvio, sembrano vere e proprie pepite d’oro.

Ma non è solo l’aspetto che le rende speciali, bensì il loro sapore eccezionale quando raggiungono la maturazione, dolcissime e capaci di regalare un’esperienza gustativa pregiata. Fino agli inizi del XX secolo, le albicocche del Vesuvio erano i frutti più diffusi in quella zona, con circa cento varietà autoctone selezionate grazie alla genetica.

Albicocche del Vesuvio, quali sono le migliori tra le tante

L’urbanizzazione intensa nell’area vesuviana, a discapito delle terre destinate all’agricoltura, insieme alla preferenza per sistemi di coltivazione ad alta densità e meccanizzabili (non adatti al Vesuvio), hanno spinto la produzione di albicocche verso altre regioni.

Queste delizie sono altamente deperibili, in quanto non vengono sottoposte a trattamenti chimici conservanti come avviene nelle produzioni industriali.

Queste sfide hanno spinto il Presidio Slow Food ad impegnarsi nel preservare questa preziosa biodiversità varietale, conferendo alle albicocche del Vesuvio il prestigioso marchio IGP.

Le albicocche del Vesuvio si presentano come piccole mele oblunghe, con colori che spaziano dal giallo all‘arancione e una superficie vellutata. Se coltivate in un clima poco umido, la loro buccia sarà morbida come quella delle pesche e priva di difetti.

Ogni varietà ha le sue caratteristiche uniche, che vanno dalle dimensioni alla levigatezza della buccia, dalla dolcezza all’intensità degli aromi. Nonostante le diverse varianti, tutte condividono la polpa gialla e zuccherina, un profumo intenso e sfumature rosse sulla buccia.

Tra le numerose varietà di albicocche che crescono sulle pendici del Vesuvio, due in particolare soddisfano i palati più esigenti. Le “Baracche“, di forma piatta e dal sapore leggermente asciutto, e le “Pellecchielle“, con una forma allungata e una buccia sottile, che si distinguono per il loro gusto e profumo straordinari.

E’ consigliabile non mangiarne in quantità industriale ma più spesso nel corso di questa calda stagione estiva, non solo per una questione di sapori e aromi che trasmette ma anche per un corretto apporto energetico di zuccheri.