Il panaro, oggetto molto utilizzato nei vicoli di Napoli, ha origini che risalgono a tempi antichi. Questo cestino intrecciato in vimini, con la sua forma distintiva semisferica o cilindrica e il manico curvo, racchiude una storia affascinante del capoluogo campano.
Il nome stesso, “panaro”, trae origine dal latino “panarum“, che significa letteralmente “cesta per il pane“. Questo rimanda all’utilizzo originario del panaro per il trasporto del pane fresco, una delle pietanze fondamentali nella cultura alimentare napoletana.
Oltre alla sua funzione pratica, il panaro ha anche un forte legame emotivo con la città di Napoli. Quando si pensa a questa città vibrante e colorata, si evocano immagini di vicoli pittoreschi, la vivace atmosfera di convivialità e, naturalmente, i cesti di vimini che pendono dai balconi.
In passato, il panaro rivestiva un ruolo fondamentale nella vita quotidiana delle famiglie napoletane. Prima dell’avvento delle moderne tecnologie, come app e servizi di consegna, il panaro era uno strumento essenziale per le spese domestiche.
Le donne, dalle finestre delle loro case, chiamavano il garzone della bottega locale, comunicavano l’ordine desiderato e il gioco era fatto. Il cesto, provvisto di una semplice corda, veniva fatto scendere con il denaro, per poi essere issato di nuovo, come se fosse un montacarichi, con i prodotti richiesti.
Questa pratica originatasi a Napoli ha successivamente trovato diffusione in tutto il Sud Italia, rappresentando un esempio di ingegnosità e adattabilità nel soddisfare le esigenze delle persone.
Napoli, importanza del panaro nella storia
Il panaro tradizionale è stato intrecciato a mano con cura utilizzando vimini, ma nel corso del tempo sono emerse anche versioni moderne realizzate con materiali più contemporanei.
Bacinelle o cassette di plastica sono esempi di panaro attuale. Ciò che conta è la sua funzionalità di essere calato e sollevato dai balconi, contenendo al suo interno tutto il necessario per il sostentamento di una famiglia.
Durante periodi di emergenza, come l’attuale pandemia, i panari hanno svolto un ruolo ancora più significativo.
Sono stati posizionati agli angoli delle strade e riempiti di generi alimentari, vestiario, medicinali e giochi per i bambini, fornendo un aiuto concreto alle persone che si trovavano in difficoltà economica.
Questa forma di solidarietà, rispettosa della privacy, ha permesso a chiunque ne avesse bisogno di accedere alle provviste senza doversi esporre o chiedere aiuto direttamente.
Ancora oggi questo simbolo di usanza e tradizione partenopea è utilizzato per una questione di comodità e ingegno, per semplificare i problemi ed evitare perdite di tempo nel trasferire un oggetto tra una persona e l’altra.