Il mare di Napoli è eccellente quasi ovunque. Preoccupano gli scarichi

mare di Napoli

Il mare di Napoli e della Campania è promosso (quasi) a pieni voti. A dare l’importante annuncio è stata l’Arpac che ha certificato una qualità del mare eccellente per l’80 per cento dei punti analizzati.

Percentuale che supera il 90% se si tiene in considerazione solo i tratti balneabili. Al netto di Bagnoli e San Giovanni a Teduccio che continuano a essere non balneabili, il mare partenopeo, da Mergellina a Posillipo, senza dimenticare tutta l’area flegrea, gode di ottima salute.

Purtroppo resiste qualche ombra legata agli scarichi fognari, soprattutto sul territorio del Comune di Napoli.

Le indagini dell’Arpac sul mare di Napoli

Nei sei mesi estivi, l’Aprac Campania analizza costantemente il mare da un punto di vista micro-biologico. A livello regionale, i punti di prelievo mensile sono 328. Di questi, 21 toccano il litorale napoletano.

Il calendario dei prelievi viene stabilito in accordo con Regione Campania e Ministero dell’Ambiente. Un mare pulito non deve essere necessariamente bello e al netto del lavoro dell’Arpac Campania, sul mare napoletano pende ancora la spada di damocle degli scarichi fognari.

Il cambiamento climatico causa violenti temporali anche in estate. Quando l’evento meteorologico è forte e i livelli di acqua superano un certo livello scatta il cosiddetto troppo pieno.

Lo scenario possibile nel corso dell’estate

Si tratta di un sistema di sicurezza che per evitare il collasso delle fogne scarica tutto a mare senza passare per i depuratori.

Nonostante questo, però, è molto raro che dopo un troppo pieno scatti un divieto di balneazione. Il perché è puramente tecnico. Le date dei prelievi dell’Arpac sono stabiliti mesi prima, al fine di portare a termine controlli accurati e dettagliati.

Se il caso vuole che il prelievo sia programmato poche ore dopo un temporale allora si potrebbero intercettare i dati dell’inquinamento, ma se la data è lontana giorni o settimane, ecco che l’eventuale contaminazione non sarà rilevata.

In questo caso, la responsabilità non è di Arpac, ma dei Comuni. La tecnologia in ogni caso aiuta gli utenti a essere costantemente informati sulla qualità delle acque di Napoli per poter continuare a godere anche nei prossimi mesi le bellezze della città.