La Tangenziale di Napoli è un’importante infrastruttura stradale che ha trasformato la città, offrendo collegamenti rapidi tra le diverse aree e migliorando la viabilità urbana.
Il progetto per la costruzione di questa tangenziale ha radici lontane, risalenti a oltre 150 anni fa, quando Ferdinando II di Borbone emise un rescritto.
Si trattava di un’autorizzazione per la realizzazione di una nuova strada che avrebbe collegato la zona occidentale con quella orientale di Napoli, seguendo un percorso che abbracciava la collina di San Martino.
Tuttavia, è stato solo nel corso del XX secolo che la Tangenziale di Napoli ha preso forma. Nel 1968, l’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade (ANAS).
Questa società che ancora oggi è leader nel settore stradale in Campania ha affidato la costruzione della tangenziale all‘Infrasud, che prevedeva anche la gestione della superstrada per un periodo di trentatré anni.
Napoli, ecco quando e dove nasce la prima uscita della Tangenziale
L’apertura della Tangenziale di Napoli dopo il manifesto del rescritto di Re Ferdinando di Borbone è avvenuta in diverse fasi. Il primo tratto, che va dalla Domitiana allo svincolo di Fuorigrotta, è stato inaugurato il 8 luglio 1972.
Poco dopo, il 24 gennaio 1973, è stato aperto il secondo tratto fino al Vomero, seguito dall’apertura dello svincolo dei Camaldoli il 21 aprile dello stesso anno.
Nel corso degli anni successivi, sono state aperte altre uscite e svincoli, tra cui Arenella nel 1975, Corso Malta nel 1976, Capodimonte nel 1977 e la Zona Ospedaliera nel 1992.
Oggi, la Tangenziale di Napoli si estende per ventuno chilometri, con ventidue chilometri di svincoli, e rappresenta un’importante via di comunicazione che collega le diverse zone della città senza intaccare la viabilità urbana.
Circa duecentosettantamila veicoli transitano quotidianamente lungo questa arteria stradale, testimoniando il ruolo cruciale che essa svolge nella vita quotidiana dei napoletani.
La Tangenziale di Napoli oggi rappresenta un simbolo dell’indispensabile necessità di mobilità nella città, che contribuisce a migliorare l’accessibilità e la connettività tra le diverse parti di Napoli e dell’intero hinterland.
Sono abbastanza frequenti le code di traffico che si creano lungo questa arteria, che nonostante tutto rende il percorso degli automobilisti più semplice e agevole per raggiungere una data destinazione del vasto territorio partenopeo.