L’acqua della mozzarella ha un nome e se la butti fai un errore

cosa puoi fare con l'acqua della mozzarella

La mozzarella, uno spettacolo al gusto e alla vista. Un prodotto campano dalla bontà unica alla cui sola visione già se ne apprezza il sapore squisito. Diventa così una tappa d’obbligo culinaria a Napoli per tutti i turisti, oltre ovviamente alle tantissime altre offerte culinarie partenopee.

Nei locali viene ovviamente servita nei piatti accompagnata solitamente da salumi per il classico antipasto; i napoletani che la acquistano per consumarla a casa, invece, se la ritrovano nel famoso sacchetto trasparente con tanto di liquido in cui la stessa mozzarella è immersa.

Come si chiama l’acqua della mozzarella e cosa farne

Quel che molti ignorano, tra cui anche partenopei stessi, è che “l’acqua della mozzarella” ha un nome e, volendo, anche un’utilità. Si chiama esattamente liquido di governo e non è altro che la composizione tra l’acqua di filatura del formaggio stesso, a cui vengono aggiunti poi sale e siero acido.

Molti la buttano commettendo un errore. Non solo per un discorso ecologico all’insegna degli sprechi da evitare, ma anche perché la si può utilizzare per preparare pane o pizze, innaffiare le piante acidofile diluendo il liquido primo dell’uso o – facendo sempre questa procedura – per cuocere acqua e riso o addirittura i legumi.