Cos’era o panaro solidale, il gesto dei napoletani dal cuore d’oro

panaro solidale napoletano

Napoli è stata da sempre una città straordinaria, che soprattutto nei momenti di emergenza si è stretta su fronti comuni per reagire anche nelle situazioni più difficili da affrontare. Con orgoglio e determinazione.

Il popolo partenopeo si è distinto per questo motivo per tante iniziative di solidarietà nei confronti dei meno fortunati. Chi non ricorda il gesto del caffè sospeso? Che sintetizza alla perfezione lo spirito di napoletanità, apprezzato in tutto il mondo.

Nella storia sono tanti gli esempi che confermano questa tendenza tutta partenopea ad assistere i più deboli.

L’idea del panaro solidale

Ultimo esempio lampante in ordine di tempo, senza tornare troppo indietro negli anni, è quello del panaro solidale, fenomeno che risale all’emergenza Covid, che ha colpito in modo pesante anche la città di Napoli.

Con una situazione già critica a livello commerciale ed economico per molte famiglie prima dell’arrivo della pandemia. Con la comparsa del virus lo scenario è diventato ancora più critico per migliaia di persone.

Proprio in questo periodo è emerso ancora una volta il grande cuore di Napoli. Con i negozi della città che quando le regole lo hanno permesso, hanno reintrodotto i garzoni per consegnare direttamente i prodotti a domicilio anche con il panaro.

Consentendo alle signore anziane di rivivere questa pratica tradizionale. Tuttavia, la città ha superato se stessa con l’iniziativa del “panaro solidale”.

Come nasce il panaro solidale

Nel cuore del centro storico di Napoli, in Via Santa Chiara, vicino al famoso Monastero e Santachiara, è apparso durante il Covid un cesto molto particolare, accompagnato da un cartello che ha colpito tutti.

“Chi può metta, chi non può prenda”. Questa frase richiama immediatamente alla mente il messaggio scritto sul cestino di San Giuseppe Moscati.

Il santo medico, che dedicò la sua vita al servizio dei poveri, invitava le persone più fortunate a fare offerte, mentre i bisognosi potevano prendere i soldi di cui avevano bisogno.

Seguendo lo stesso spirito, due cittadini di Napoli, Giuseppina Andelora e Angelo Picone, hanno deciso durante la pandemia di mettersi al servizio dei meno fortunati.

Così ogni giorno preparavano il cibo per nove senzatetto e, da un balcone in via Santa Chiara, abbassavano il “panaro solidale”. Questo panaro consentiva a chiunque di lasciare del cibo e a chi ne aveva bisogno di prenderne.