Il comune di Volla, situato nella cintura napoletana, ha una storia che risale agli anni ’50, quando si separò dal comune di San Sebastiano al Vesuvio. La sua posizione strategica, che si estende verso la zona vesuviana interna, lo ha reso un importante punto di connessione tra diverse aree metropolitane.
La cittadina, oggi comune a sé, ha vissuto un intenso sviluppo edilizio, ma è anche stato coinvolto negli interventi straordinari del Governo per l’edilizia popolare pro-terremotati a seguito del disastroso terremoto del 1980.
Napoli, da cosa nasce il nome del comune di Volla
Ma perché il comune è stato chiamato così? Il nome “Volla” deriva da una famosa sorgente d’acqua che, in passato, era conosciuta come “Bulla“. Documenti storici risalgono al diploma di Carlo II d’Angiò, in cui viene menzionata come “Labulla” da Pontano e Summonte, e come “Bolla” da De Renzi.
Questa sorgente d’acqua si divideva in due corsi: uno che formava un piccolo fiume visibile e l’altro che scorreva sotterraneamente. Il territorio di Volla era in gran parte paludoso, in quanto riceveva sia le acque piovane che quelle provenienti da fiumi che discendevano dal Monte Somma e dalle zone circostanti.
È anche probabile che fosse attraversato dalle acque del fiume Sebeto. L’acquedotto della “Bolla” risale al sesto secolo e viene menzionato da Procopio, che ricorda come i soldati di Belisario riuscirono ad entrare a Napoli proprio attraverso di esso. Pertanto, il nome “Volla” è stato associato a questa caratteristica distintiva del territorio.