Stadio Maradona, si chiamava così all’origine (non San Paolo)

come si chiamava prima lo stadio San Paolo

Lo Stadio Diego Armando Maradona è un simbolo di Napoli. I tifosi del club partenopeo lo chiamano da sempre “il tempio”, per ricordare che in quel luogo “sacro” ha giocato il calciatore più forte della storia del calcio.

Parliamo ovviamente del Pibe De Oro, che nel capoluogo campano ha scritto alla fine degli anni 80′ pagine di storia memorabili. Che sono state aggiornate giusto quest’anno, con la conquista di uno storico scudetto per la squadra azzurra dopo 33 anni di attesa.

Proprio l’attuale stadio Maradona è stato il palcoscenico di una cavalcata unica, scaturita nella festa finale. Che è stata ammirata in tutto il mondo.

La storia dello stadio Maradona, ex San Paolo

Noto in passato come Stadio San Paolo la sua inaugurazione è arrivata nel 1959. Il progetto per il nuovo stadio prese forma proprio in quell’anno, quando si decise di demolire lo Stadio Partenopeo, precedentemente chiamato Stadio Ascarelli.

Impianto costruito proprio in onore del presidente Giorgio Ascarelli. Lo stadio Collana del Vomero, con una capienza di circa 20.000 spettatori, non era sufficiente e si voleva evitare i problemi di ordine pubblico che si erano verificati nel quartiere.

L’architetto Carlo Cocchia, insieme ad un team di professionisti tra cui Gerardo Mazziotti, fu incaricato della progettazione. Il primo bozzetto prevedeva un solo anello, ma successivamente si optò per due anelli distinti.

Il primo nome dello stadio

L’allora sindaco e presidente del Napoli, Achille Lauro, approvò il progetto e la costruzione del nuovo stadio napoletano ebbe inizio. Il 2 dicembre 1959, lo stadio fu ufficialmente consegnato al Comune di Napoli.

Inizialmente, lo stadio poteva ospitare fino a 90.000 spettatori e fu chiamato Stadio del Sole, ma nel 1963 venne ribattezzato Stadio San Paolo in onore di Paolo di Tarso.

L’inaugurazione ufficiale avvenne quattro giorni dopo, il 6 dicembre 1959, con la partita tra Napoli e Juventus. I bianconeri scesero in campo sicuri di vincere quella partita, avendo giocatori di grande talento come Sivori, Charles e Boniperti.

Ma la vittoria fu azzurra. Il resto è storia contemporanea, sia per quel che riguarda il passaggio al San Paolo che per quello al Maradona. Un filo conduttore nel quartiere Fuorigrotta, da sempre sede del tifo partenopeo.