Nel panorama delle offese partenopee riservate a chi è stato tradito dalla propria compagna, spicca il termine “curnut“.
Questo epiteto, tanto diffuso nella cultura napoletana, rappresenta un insulto di grande impatto, capace di ferire la virilità e l’immagine di chi viene chiamato così.
Ma quale è l’origine di questa parola e perché le “corna” sono diventate un simbolo di tradimento così potente?
Curiosamente, nelle antiche civiltà, le corna erano spesso associate a simboli di forza e vigore. Gli elmi dei guerrieri più illustri venivano adornati con corna di cervo o di bue, a testimonianza delle loro abilità e della loro potenza.
Tuttavia, l’uso negativo delle “corna” potrebbe risalire alle abitudini sessuali di alcune specie animali. Ad esempio, le capre femmine cambiano frequentemente partner, mentre i maschi sfoggiano imponenti corna.
Questa metafora tra il comportamento degli animali e gli uomini traditi potrebbe spiegare l’accezione negativa associata alle “corna” nel contesto partenopeo.
Napoli, chi è o’ “Curnut”?
Nella vivace lingua napoletana, chiamare un uomo “curnut” equivale a marchiarlo come “cornuto“, un’offesa che colpisce nel profondo.
Ma c’è anche un’interessante storia che fa riferimento alla città di Napoli. Risale all’epoca dell’antica Costantinopoli, durante il regno dell’imperatore bizantino Andronico Comneno.
Si racconta che Andronico avesse l’abitudine di intrattenere relazioni amorose con le mogli e le donne dei suoi sudditi. Per rendere pubbliche le sue conquiste, egli esibiva le teste dei cervi che cacciava.
Questa pratica potrebbe aver contribuito a consolidare l’associazione tra “corna” e tradimento, rendendo il termine “curnut” particolarmente rilevante nella cultura napoletana.
Indipendentemente dall’origine precisa del termine, è innegabile che il concetto di tradimento e di “cornuto” sia radicato da tempi immemorabili. Come diceva in modo ironico il grande interprete e attore Totò (Antonio De Curtis): “Chi è curnut, è semp’ curnut, che sia iourn’ o nott’.”
Oggi giorno questo concetto mantiene il fascino e la tradizione del tempo nelle relazioni d’amore sul punto di rottura, da attribuirsi all’uomo nella stragrande maggioranza dei casi.