E fravaglie ‘e triglie: cosa sono e come si mangiano a Napoli. La ricetta

e fravaglie 'è triglia

Chiunque si trovi a Napoli, che sia per vacanza o per lavoro, è probabile che abbia sentito parlare almeno una volta di una pietanza chiamata “Fravaglia ‘e triglia”, soprattutto durante l’estate. Parliamo di un piatto di mare, tipico di questo periodo dell’anno.

Cosa sono e fravaglia ‘e triglia

Ma cosa sono esattamente questi “fravaglia” e come vengono consumati a Napoli? Come detto si tratta di un piatto di mare, tipico della tradizione dei pescatori, che rimane importante in città.

Prendendo il termine alla lettera e volendolo spiegare ad un non napoletano, possiamo dire che e “Fravaglia” sono una selezione di piccoli pesci destinati alla frittura, spesso legati al periodo estivo.

L’origine del nome deriva da un mix tra il latino medievale “friccalhia” (che significa “squamare” e “arrostire”) e il verbo “frangere”, che significa “rompere in pezzi”.

Si pensa che il termine abbia trovato posto nella famosa formula di scongiuro contro il malocchio “aglio e fravaglio, fattura che nun quaglia” semplicemente per un gioco di suoni simili tra “aglio” e “quaglia”.

Durante l’estate, i napoletani amano gustare fritture di triglie e calamari. E proprio i “fravaglia” rappresentano un elemento importante e gustoso per chi ama il pesce.

Nel dettaglio parliamo di triglie appena nate e di piccole dimensioni. Questo pesce è molto comune nelle acque del golfo partenopeo e viene apprezzato anche dai turisti.

Come si cucinano a Napoli e fravaglie ‘e triglia

Trattandosi di una frittura di pesce, parliamo di un secondo, da portare a tavola dopo un primo di mare, accompagnato da un buon vino bianco. Preferibilmente frizzante e non troppo corposo. Andiamo a scoprire ingredienti e preparazione.

Ingredienti per quattro persone:

  • 1 kg di triglie
  • 200 g di ghiaccio
  • 100 ml di acqua
  • 350 g di farina
  • 2 limoni
  • Sale
  • Pepe
  • 1 litro di olio di semi di arachide.

Preparazione:

Ecco i passi necessari per arrivare ad un piatto completo e gustoso, che soddisferà gli amanti del pesce fritto napoletano.

  1. In un recipiente, mescolare l’acqua con il ghiaccio fino a ottenere una miscela fredda.
  2. Aggiungere 300 g di farina alla miscela di acqua e ghiaccio, creando una pastella liscia.
  3. Pulire le triglie rimuovendo le squame e le interiora, mantenendo però la testa.
  4. In una pentola, scaldare l’olio di semi di arachide fino a raggiungere una temperatura di 160°C.
  5. Passare velocemente le triglie prima nella farina rimanente e poi nella pastella, in modo che siano completamente ricoperte.
  6. Immergere le triglie nell’olio caldo e friggerle fino a quando non saranno dorate e croccanti.
  7. Scolare le triglie fritte su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio.
  8. Salare e pepare le triglie a piacere.
  9. Servire le triglie fritte accompagnate da spicchi di limone.