“Alzate le vostre tammorre in alto nei cieli e suonate per me! Io continuerò a suonare per voi dai campi elisi. Grazie a tutti per l’amore che mi avete donato”. Con queste parole pubblicate su Facebook è stata diffusa la terribile notizia della scomparsa a 68 anni di Marcello Colasurdo.
Chi era il re della tammurriata
Nato a Campobasso il 16 aprile 1955 Marcello Colasurdo si trasferì a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, all’età di dieci anni. Presto si affermò come uno dei talenti più promettenti dell’area vesuviana, distinguendosi soprattutto come interprete di canzoni tradizionali.
È stato un artista molto amato e conosciuto a Napoli e non solo, una figura iconica della tammurriata nonché l’anima e la voce dei ‘E Zezi, una delle più importanti formazioni di combat folk e world music napoletane nata nel 1974.
Il cantautore era uno degli storici fondatori insieme a molti altri tra cui Massimo Mollo, Marzia Del Giudice, Angelo e Antonio de Falco, Pasquale Terracciano, Matteo D’Onofrio, Ciro De Cicco e Pasquale De Cicco. Fece parte della band di musica popolare esibendosi in numerose città italiane e non solo.
Durante la sua carriera, Colasurdo collaborò a lungo con grandi nomi della musica napoletana tra cui la Nuova Compagnia di Canto Popolare, i Modena City Ramblers, gli Almamegretta e i 99 Posse.
Negli ultimi anni la sua vita fu attraversata da gravi problemi di salute che lo portarono a subire l’amputazione di un arto inferiore dopo aver già perso un piede l’anno precedente.
L’artista ha affrontato anche difficoltà finanziarie tanto che l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, chiese che gli fosse concesso un vitalizio tramite la legge Bacchelli come forma di sostegno.
Marcello Colasurdo: non solo musica
Oltre a essere un cantautore di successo, Marcello Colasurdo ha anche lavorato come attore, sia nel mondo cinema che a teatro, collaborando con registi del calibro di Federico Fellini e Mario Martone.
In suo onore l’anno scorso è stato istituito il Festival Napoli World, un evento che celebra la ricchezza e la multiculturalità della musica napoletana.