‘Nzallanuto: origine e significato di questo sfottò napoletano

origine dello sfottò 'nzallanuto

Il lunedì mattina, con sveglia di mattina presto per andare a lavoro, magari dopo due giorni di riposo, una persona a Napoli può apparire confusa e spaesata. Per la precisione si dirà ‘nzallanuto. Andiamo a scoprire da dove deriva questo particolare termine.

Che nella tradizione napoletana resta molto diffuso, appunto per intendere una persona in difficoltà in vari momenti della giornata. ‘Nzallanuto è chi per esempio cammina in auto in modo lento non sapendo dove andare. O chi appare imbranato alla giuda.

Lo è anche chi si dimentica di svolgere una commissione importante (Mi sono ‘nzallanuto) o chi compie un gesto goffo che provoca una reazione di chi è di fronte (Sei proprio uno ‘nzallanuto). In alcuni casi si usa il termine anche come verbo.

In particolare si dirà: Mi avete fatto ‘nzallanire. Sono tantissimi i modi di utilizzo di questo termine, che a volte è anche offensivo che fa riferimento all’età (sei proprio un vecchio ‘nzallanuto). Insomma, sono tante le circostanze utili per poterlo usare.

‘Nzallanuto: origine storica di questo termine napoletano

Questo termine, molto colorito, richiama il concetto di “inselenito”. Questa parola, tuttavia, sembra nascondere un significato più profondo. Per comprenderlo appieno, è necessario fare un salto nella mitologia degli antichi greci.

Infatti secondo questa cultura la Luna era abitata e governata da una dea di straordinaria bellezza chiamata Selene. Perciò, “inselenito” rappresenta qualcuno che ha la testa che vive sulla Luna, come se fosse Selene stessa.

‘Nzallanuto, dunque, potrebbe essere considerato come un equivalente, sebbene in modo più riduttivo, di “stralunato” o dell’espressione comune “persona con la testa fra le nuvole”. Inoltre, nell’antichità, era credenza diffusa che la ragione e la lucidità mentale, quando perdute, finissero sulla Luna.

Questa leggenda viene confermata anche da Ludovico Ariosto nel celebre brano dell'”Orlando Furioso“, in cui Astolfo, il miglior amico dell’eroe impazzito, viaggia fino al nostro satellite per recuperarne la ragione smarrita.

Ecco quindi come questa particolare parola napoletana, “inselenito”, evoca immagini di un mondo mitologico antico, di un legame tra l’umanità e la Luna, e di un viaggio per ritrovare la propria ragione persa. Pensateci bene, quindi, prima di utilizzarlo la prossima volta.