Posillipo è definita la collina “che allontana i dolori” per l’unicità delle sue bellezze. La leggenda narra la tragica storia d’amore del giovane Posillipo e di Nisida, due persone, con la seconda seduttrice indifferente.
Il motivo per cui Posillipo e Nisida sono uno di fronte all’altra: la leggenda
L’angoscia per l’amore non ricambiato provata da Posillipo lo portò alla pazzia e alla morte in mare annegato. Tuttavia un incantesimo avrebbe legato il loro destino, trasformando il dolore del giovane: Posillipo divenne il promontorio che si tuffa nel mare mentre Nisida lo scoglio eternamente osservato dal suo amante. Ecco perché secondo il mito sono una di fronte all’altro.
Al di là del mito la reale storia di Posillipo non è meno affascinante. I greci ammiravano la sua naturale bellezza selvaggia. Durante l’epoca romana la zona divenne un popolare luogo di villeggiatura per i patrizi.
Sulla collina di Posillipo fu eretta una fastosa villa appartenente a Publio Vedio Pollione, un liberto. Fu da questo maestoso edificio che l’area costiera da Mergellina a Coroglio prese il nome che ancora oggi porta.
Il nome attuale deriva dal greco Pausilypon che significa “tregua dal pericolo” o “che mette fine al dolore”. Questo era il nome della villa di Pollione che considerava la sua dimora un paradiso terrestre in cui trovare rifugio dal caos cittadino.
La grandiosità della villa che si estendeva su tutto il promontorio fino a toccare la costa fu tale che Ovidio la paragonò a una città. Dopo la morte di Pollione la sua dimora diventò di proprietà dell’impero e fu residenza di diversi imperatori tra cui Augusto, Tiberio e Adriano.
La costruzione di Palazzo Donn’Anna
La bellezza della zona rimase un catalizzatore per il suo sviluppo. Il desiderio di Anna Carafa, moglie del viceré spagnolo, di risiedere a Posillipo portò alla costruzione di un grandioso palazzo talmente vicino al mare che i napoletani dicevano che aveva “un piede nell’acqua e uno sulla terra”.
Il Palazzo Donn’Anna, chiamato così in onore della donna, fu realizzato da Cosimo Fanzago nel Seicento e divenne rapidamente uno dei simboli della città, la cui affascinante incompiutezza evoca le antiche rovine romane.
Durante il regno di Gioacchino Murat nel 1830 fu completata via Posillipo la strada che attraversa tutto il versante meridionale della collina. L’urbanizzazione dell’area fu completata solo nel 1926 quando divenne effettivamente un quartiere di Napoli grazie al collegamento della nuova via Petrarca al Vomero.
Nonostante l’urbanizzazione abbia in gran parte riscritto l’antica concezione di luogo di villeggiatura fuori dalla città Posillipo rimane una zona in cui il passato si manifesta con tutta la sua potenza.
Oggi i resti dell’epoca romana nel Parco Archeologico Ambientale del Pausilypon e nel Parco Sommerso di Gaiola, così come i capolavori architettonici di Villa Rosebery e Palazzo Donn’Anna, testimoniano l’unicità della collina “che allontana i dolori”.