Mare Fuori, dove si trova nella realtà il vero IPM di Napoli

IPM Napoli dove si trova nella realtà

La serie tv del momento, Mare Fuori ha creato un’ondata di entusiasmo non indifferente tra la gente e gli amanti del grande cinema.

I fan sono rimasti estremamente colpiti dalle vicende che si intercorrono all’interno dell’IPM di Napoli e tra le mille curiosità si sono domandati dove fosse ubicata nella realtà la sede principale dove si consumano le storie dei detenuti/attori della soap opera di Rai 2.

Un istituto sorge sulla cima di un isolotto, separato dal trambusto della vita cittadina, avvolto dal silenzio del mare e dalla bellezza paesaggistica.

Questo luogo mantiene una funzione unica: è una casa di rieducazione per giovani, sia maschi che femmine. La struttura offre anche un Centro di Prima Accoglienza (CPA), un rifugio per minori appena arrestati.

Non distante, un altro edificio si dedica allo studio della devianza minorile, sebbene la mancanza di fondi abbia ridotto il suo personale a soli due ricercatori.

Dal 2020, l’istituto ha introdotto l’uso di videochiamate come alternativa alle visite in presenza, consentendo ai giovani detenuti di mantenere contatti con un numero maggiore di persone.

Una stanza è stata attrezzata con computer per tale scopo, ed è utilizzata anche per la celebrazione di processi a distanza.

Mare Fuori, ubicazione reale dell’IPM partenopeo: mistero risolto

La location a cui si ispirano le vicende della serie tv di Mare Fuori ha una vera e propria “padrona”, nella realtà di tutti i giorni.

Si tratta dell‘Isola di Nisida, un tempo proprietà del Duca di Amalfi. Oggi, l’istituto penale minorile di Nisida accoglie 41 giovani detenuti, di cui 36 maschi e 5 femmine.

Nonostante la capienza massima di 70 posti, la gestione dell’istituto diventa difficile quando il numero di detenuti si avvicina a 60.

I giovani provengono principalmente dalla regione di Napoli, con una minoranza di stranieri tra cui sei maschi e tre femmine di etnia rom.

La fascia di età più rappresentata va dai 17 ai 21 anni. Molti di questi giovani stanno scontando una condanna definitiva, con un periodo medio di detenzione che varia da uno a due anni.

Nonostante la segregazione nelle camere di detenzione per età, i detenuti partecipano a varie attività insieme, come la scuola e alcune attività ricreative.

Il personale dell’istituto IPM di Nisida è composto da un direttore, un vicedirettore, sette funzionari giuridico-pedagogici, 92 agenti di polizia penitenziaria e dieci funzionari amministrativi.

Anche se il progetto di mediazione culturale è attualmente in sospeso, l’istituto continua a collaborare con l’associazione napoletana Dedalus per supportare i giovani di origine straniera.